Rifondazione Comunista insieme ad altre forze (la FIOM, la sinistra sindacale, i Verdi e molti altri) ha promosso una campagna referendaria per la tutela di alcuni diritti fondamentali: lavoro, ambiente, istruzione pubblica.
Tali temi, che hanno visto la mobilitazione di moltissime cittadine e cittadini allo sciopero generale del marzo 2002, riguardano dei diritti che molti vorrebbero cancellare o ridurre. Il governo Berlusconi, infatti, traduce in Italia i contenuti regressivi della globalizzazione capitalistica, con un attacco che punta a destrutturate l’intero arco delle soggettività sociali: l’attacco all’art. 18 né è un esempio lampante.
È quindi decisiva la capacità di costruire e alimentare un percorso di lotta, che attraverso varie tappe – a partire dallo sciopero generale – giunga fino allo svolgimento dei referendum nella primavera del 2003. Solo un rinnovato e conflittuale protagonismo sociale può combattere efficacemente il governo e le tendenze antidemocratiche che manifesta.
Attraverso i referendum sarà possibile far vivere nei prossimi mesi una piattaforma alternativa, obbligando tutti a pronunciarsi e schierarsi. Sarà questo uno strumento fondamentale per mettere concretamente in discussione il progetto neoliberista in Italia.
Al tal fine è stato determinante l’impegno profuso dai compagni e dalle compagne di Rifondazione Comunista, i quali hanno garantito la raccolta delle 500.000 firme necessarie per la validità dei quesiti.
Al raggiungimento di tale obiettivo ha contribuito anche il Circolo “Peppino Impastato”, che è stato presente con vari banchetti in tutto il territorio di Fasano.

QUESITI REFERENDARI: