Interrogazione "Panittica Pugliese S.p.A."
del 10 Marzo 2003


All'Assessore all'Ambiente del Comune di Fasano


Il Comune di Fasano con delibera di Giunta Municipale n. 300 del 27/06/2000 dava incarico al Prof. Alfonso Matarrese di studiare quali fossero le cause delle fioriture algali che si verificavano, soprattutto nel periodo estivo, lungo il litorale fasanese, ed in particolare nel tratto di costa a valle dello scarico dell’impianto di acquacoltura dell’impresa "Panittica Pugliese S.p.A". Si noti come l’incarico nasca in seguito ai numerosi esposti pervenuti al Comune di Fasano da parte degli operatori turistici e della pesca, allarmati dallo stato d’inquinamento della costa e dalla prospettiva dell’apertura di un altro impianto di acquacoltura ubicato nel medesimo tratto di costa, cioè tra Savelletri e Torre Canne.

Dopo circa 10 mesi il Prof. Matarrese consegnava i risultati dell’indagine che venivano depositati presso l’assessorato all’ambiente.

Da questo studio emerge un quadro davvero preoccupante per lo stato delle acque costiere antistanti lo scarico della Panittica Pugliese, le quali risultano, dopo accurate analisi e alla luce della normativa di cui al DL n. 152/99, di "qualità scadente".

Gli studi sui sedimenti e sulle comunità marine della fauna che popola lo specchio di mare antistante lo scarico confermano un profondo degrado dello stato di salute del mare.

Infatti nella ricerca si evidenziano la presenza di elevate concentrazioni di nutrienti (azoto e fosforo) che innescano fenomeni di eutrofizzazione, i quali inducono modificazioni delle comunità biologiche con la riduzione della biodiversità, in special modo delle comunità algali.
Le alghe verdi (Ulva e Enteromorpha) hanno così soppiantato tutte le altre specie, determinando la formazione, soprattutto durante l’estate, di una massa verde, viscida e maleodorante.

Inoltre nella relazione si nota come tali trasformazioni derivino esclusivamente dallo scarico della suddetta azienda, dato che i medesimi studi effettuati in una zona di "bianco", situata più a nord dello scarico, mostrano un buono stato di salute del mare.

Durante gli studi, inoltre, sono stati effettuati prelievi sulle acque di scarico che confermano la presenza di notevoli quantità di sali di azoto e fosforo ai limiti previsti dalle norme vigenti. Tali prelievi, effettuati alla bocca del tubo di scarico per l’illegittimo diniego dell’azienda di fare controllare i pozzetti di scarico, risentivano della diluizione delle acque circostanti e nondimeno presentavano concentrazioni maggiori di sali di azoto e fosforo rispetto ai risultati delle analisi effettuate mensilmente dalla Provincia, in qualità di Amministrazione deputata a tali controlli.

Sostanza

Relazione Prof. Matarrese - Agosto 2000

Relazione Provincia - Agosto 2000

Azoto Nitroso

0,09 mg/l

0,01 mg/l

Fosforo totale

0,20 mg/l

0,16 mg/l

Azoto totale

6,00 mg/l

n.p.


Nello studio si calcola (sottostimando notevolmente) che vengano immessi in mare, durante l’intero arco della giornata, 60kg di Ammoniaca, 250 kg di Azoto e 8,6 kg di Fosforo.
Ma che la Provincia abbia un occhio di riguardo per l’azienda in questione è testimoniato dal fatto che nel 2000 rinnovava l’autorizzazione allo scarico nonostante non ci fosse alcun trattamento sulle acque reflue.

Infatti, quello che per la Panittica e per la Provincia è un bacino di lagunaggio per il trattamento delle acque di scarico, invece non è altro che un canale di scarico che non può fungere da lagunaggio, poiché sviluppando un volume di 2.058 mc, in presenza di una portata del suddetto bacino di 1.800 mc/h, le acque reflue hanno una residenza idraulica massima di poco più di un’ora, contro il minino richiesto di almeno 50 giorni.

La relazione del Prof. Matarrese del resto mette in luce come stante tale situazione ambientale, le modifiche occorse allo scarico non migliorano il problema anzi tendono in alcune condizioni meteomarine a peggiorarle. Infatti lo studio ha riguardato anche rilievi correntometrici per valutare la direzione e il grado di dispersione dei reflui, compiendo simulazioni con modelli matematici che tengono conto delle concentrazioni di azoto e fosforo, della forza e della direzione delle correnti. Il risultato delle analisi è che tale scarico avrebbe dovuto essere allungato di almeno 20-30 metri, con una valutazione sulle dimensioni necessarie per lo scarico, ancora una volta sottostimata, stanti le condizioni non adatte per regolari prelievi sulle acque di scarico.

Ma che la ristrutturazione dello scarico non fosse sufficiente se ne era accorto anche il Ministero dell'’Ambiente che a firma della Dott.ssa Sollazzo il 24.04.1998 inviava alla Capitaneria di Porto di Brindisi, alla Provincia ed alla stessa Panittica, una nota in cui si legge: "... si fa presente che lo Scrivente Servizio non concorda con la progettata ristrutturazione della condotta di scarico, in quanto la bassa profondità del fondale nel tratto terminale della stessa non consente un’adeguata diluizione del refluo nella colonna d’acqua. Si ritiene pertanto auspicabile prevedere un adeguato allungamento della condotta...".

Inspiegabilmente, però, dopo qualche mese, (16.12.1998), non essendo intervenuta alcuna modifica nel progetto, il Ministero dell’Ambiente a firma di un altro dirigente, il Dott. Mascazzini, rilasciava il nullaosta per la ristrutturazione dello scarico.

Ergo, quest’estate, la solita fioritura algale depositatasi in spiaggia provocava un insopportabile lezzo e l’impossibilità di una balneazione tranquilla per un lungo tratto di costa. Di conseguenza, alcuni turisti sono dovuti ricorrere alle cure ospedaliere e il disagio procurato a tutti gli operatori turistici ha scatenato notevoli proteste. Ad oggi, del resto, pare davvero singolare come il Sindaco ed il suo partito non abbiano speso nemmeno una parola a difesa di questo bellissimo specchio di mare già inquinato e contro l’atteggiamento di questa impresa, mentre si siano scagliati contro imprese non ancora nate, assumendo il ruolo di difensori d’ufficio dell’ambiente, ruolo che noi crediamo non gli competa affatto.

Per cui, visti i risultati delle indagini svolte dal Prof. Matarrese e, considerati i paradossali esiti delle analisi condotte dalla Provincia di Brindisi e le incongruenti autorizzazioni rilasciate dalla stessa, nonché l’inspiegabile nullaosta rilasciato dal Ministero dell’Ambiente, il proponente di questa interrogazione:

CHIEDE

all’Assessore all’Ambiente e all’Amministrazione Comunale, se sulla base della relazione del Prof. Matarrese e sull’evidenza dei fatti non si intenda verificare se ad oggi la Panittica Pugliese S.p.A. abbia adeguato le sue strutture agli standards richiesti e, in caso contrario, di imporre tale adeguamento affinchè quest’ultima continui a fatturare milioni di euro senza almeno danneggiare la collettività;

CHIEDE

all’Assessore all’Ambiente e all’Amministrazione Comunale di accertare con tutti i mezzi a loro disposizione, quali inadempimenti vi siano stati da parte della Provincia di Brindisi e da parte del Ministero dell’Ambiente durante le varie fasi dei controlli e dei procedimenti atti a rilasciare le relative autorizzazioni di competenza degli Enti suddetti;

CHIEDE

all’assessore all’Ambiente e all’Amministrazione Comunale, nell’ipotesi che gli accertamenti di cui innanzi evidenzino abusi ed irregolarità nel rilascio delle autorizzazioni suddette, di attivare tutte le procedure e le azioni a tutela della collettività del territorio fasanese, ivi compresa l’azione di risarcimento del danno, non trascurando di informare dei fatti l’autorità giudiziaria in sede penale per accertare le eventuali responsabilità in ordine ai reati di abuso e di interesse in atti di ufficio.

Distinti Saluti.

Fasano, 10 Marzo 2003

Il Consigliere Comunale di Rifondazione Comunista

Avvocato Giorgio Cofano











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