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Fasano si è contraddistinta più volte per fatti di cronaca legati al
maltrattamento di animali. La questione, di qualche anno fa, dei cani
abbattuti dalla ASL, che portò lo stesso Sindaco uscente a rispondere
alle accuse di maltrattamenti in una popolare trasmissione televisiva,
oltre che davanti ad un giudice; così come gli ultimi servizi
televisivi sul canile di Fasano, hanno chiaramente dimostrato
l’assenza di una, seppur minima, sensibilità animalista nella nostra
città, e in particolare in chi ci ha amministrato fino a ieri . Una città in cui gli animali sono utili solo in quanto possibile fonte
di profitto (vedi lo zoo), lo dimostra anche la convenzione milionaria
che il Comune di Fasano ha stipulato con una società (stranamente
legata all’ex sindaco Donato De Carolis, lo stesso “animalista” di
cui sopra), convenzione che non tiene conto di una legge regionale che
invece invita i comuni a dotarsi di una struttura comunale da affidare
alla gestione di associazioni animaliste o di cooperative senza fini di
lucro. Contro tutto questo noi intendiamo realizzare una serie di progetti di
informazione e di sensibilizzazione sul problema del randagismo, e di
aiuto (anche economico) per tutti coloro che vorranno prendersi cura
degli animali meno fortunati. L’Amministrazione Comunale, dovrà impegnarsi nella costituzione di un numero
verde e di un ufficio di
Tutela degli Animali che si occuperà principalmente di: ·
Effettuare un
censimento della popolazione canina del Comune, rendendo effettivo
l’obbligo del microchip e l’iscrizione all’anagrafe canina per
tutti i cani di proprietà. ·
Convenzionarsi
con un veterinario per l’inserimento dei microchips anche a domicilio
(in modo da semplificare l’attuale prassi), e per eventuali interventi
di emergenza ad animali investiti o vittime di violenza. ·
Promuovere una
campagna di sensibilizzazione sul problema del randagismo, promovendo la
nascita dei cosiddetti “cani di quartiere”. ·
Realizzare un
canile/gattile comunale affidato alla gestione di enti o associazioni
protezionistiche prive di scopi di lucro, come previsto da una legge
nazionale (L. n° 291/91).
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