8   Immigrazione e politiche per la casa 

 

L’immigrazione è uno dei temi sociali che permettono alle forze di destra di prosperare mistificando e strumentalizzando un problema reale.

Non servono né prediche né generici richiami alla solidarietà: non si riuscirebbe in questo modo a fermare l’ondata xenofoba. L’immigrazione è, infatti, un problema economico-sociale connesso col mercato del lavoro. La stragrande maggioranza degli immigrati cerca un lavoro e molti, in questa situazione, cadono nel circuito del lavoro nero o della delinquenza comune proprio a causa della situazione di clandestinità in cui sono costretti.

Inutile e controproducente predisporre legislazioni repressive ed è invece necessario programmare l’accoglienza.

Bisogna inoltre rendersi conto, a livello culturale, che la società futura sarà multietnica e multiculturale.

Alcune prime proposte operative per l'integrazione degli immigrati extracomunitari e non:

·         Un censimento che permetta poi la realizzazione di servizi (quali per esempio una consulenza legale, un insegnamento linguistico, un punto di socializzazione e di incontro, un dispensario medico) adeguati alla dimensione del problema.

·         Per quanto riguarda l'abitazione siamo decisamente contrari alla creazione di ghetti, ma vediamo come soluzione positiva la locazione detassata degli alloggi sfitti esistenti per promuovere la loro assegnazione a tutti coloro che non hanno casa affinché nessuna persona resti senza casa e nessuna casa senza persona.

Infatti il proliferare della rendita urbana parassitaria ed il fatto che in Italia (a differenza del resto dell'Europa) il mercato edile è sempre stato completamente in mano ai privati e quindi rivolto non certo a soddisfare la domanda sociale di case, ma a realizzare il massimo profitto, ha contribuito in maniera decisiva al prodursi di questa situazione inaccettabile.

Ecco perché le amministrazioni sono piene di professionisti dell'edilizia...costoro non fanno altro che portare avanti i propri interessi.

Il problema della casa si configura dunque come problema essenzialmente politico, di fronte al quale c'è un'unica posizione possibile: salvaguardare gli interessi dei lavoratori e delle categorie più deboli. L’amministrazione comunale dovrà dunque, rispetto ai poteri dello Stato e della Regione:

·         Rivendicare la casa come servizio sociale.

·         Difendere e rilanciare l’Edilizia Residenziale Pubblica sulla base di un Piano Casa

·         Esenzione dall’ICI per la prima casa di residenza.

·         Aumento dell’ICI sugli alloggi sfitti e premi fiscali per chi li immette sul mercato.

·         Immettere sul mercato gli alloggi di proprietà comunale disabitati, da restaurare o in fase di restauro, ad affitto equo.

·         Incentivare la cooperazione edilizia ed in particolare di quella a proprietà indivisa.

A livello comunale nulla è stato fatto in questi ultimi anni di amministrazione di centro - sinistra ed è questa una delle principali ragioni di scontento da parte di Rifondazione Comunista. È dunque necessario riaffermare questi obiettivi:

·         Recuperare a scopi prevalentemente abitativi e commerciali il centro storico e le abitazioni degradate.

·         Censire gli alloggi sfitti.

·         Istituire un'Anagrafe dei contratti (per impedire abusi da parte dei proprietari)

·         Sviluppare l'edilizia pubblica.

·         Controllare i requisiti per aver diritto agli alloggi comunali.

 

Vai al punto 7 del Programma Elettorale

Torna in cima alla pagina

Vai al punto 9 del Programma Elettorale

Torna all'indice del Programma Elettorale