7    Per una Cultura della Solidarietà 

 

Per solidarietà intendiamo che tutti i cittadini devono dare alla comunità in rapporto alle proprie capacità e alle proprie risorse, senza egoismi e chiusure sociali o di gruppo.

·         Il Comune dovrà dare di più a chi ha di meno.

·         Il Comune non può mantenersi neutrale sulle questioni sociali.

·         Il Comune è la casa di tutti, soprattutto di coloro che hanno di meno, meno risorse, meno cultura, meno parola.

·         Il Comune non è il luogo riservato solo ai cittadini più abbienti, a coloro che hanno affari da combinare, a coloro che hanno già tutto, come oggi troppo spesso succede.

La pratica della cultura della solidarietà rientra nella nostra identità ed è fondata non su un pietistico e caritatevole aiuto ai "poveretti" e diseredati, ma sul concetto fondamentale che ogni essere umano è uguale all'altro.

La nostra società è invece costruita attorno ad un archetipo che possiamo definire: maschio, adulto di razza bianca, sano, produttore, consumatore.

Tanto più ci allontaniamo da questo paradigma tanto più l'organizzazione della società è incapace di immaginare, di adattarsi, di ridefinirsi attorno ad una comunità che invece è ben più articolata, più multiforme, multisessuata, multigenerazionale, multirazziale, in sostanza ben più ricca.

Il modello che si basa su questo paradigma è fallito, non ha potuto e non può interpretare la geografia di una società complessa ormai articolata (ma non governata) sulle diversità e sulle esclusioni, sulle diverse modalità di sfruttamento, di integrazione-esclusione, di contraddizioni bianco/nero, uomo/donna, giovane/vecchio, sano/malato, etero/omosessuale, dipendente da alcol o nicotina piuttosto che da eroina o caffè.

 

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