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5 Per una Politica di Redistribuzione del Reddito
Sempre più difficile diventa la costruzione di politiche di bilancio
capaci di dare valide risposte ai problemi delle città e dei territori.
La forte riduzione dei trasferimenti e il patto di stabilità,
rappresentano difficoltà oggettive al mantenimento dei servizi, al
finanziamento di progetti di sviluppo e a interventi anche coordinati
con altri Enti sul territorio. Ecco allora che la costruzione del bilancio è un elemento fondamentale
per definire una seria politica redistributiva i cui punti essenziali
possono essere: ·
Una
progettazione proiettata ad acquisire risorse straordinarie della U.E. e
di leggi nazionali (sostegno e incentivazione ad iniziative produttive,
formazione professionale, recupero e riqualificazione urbana, patti
territoriali ecc.) aprendo vere e proprie vertenze territoriali nei
confronti degli enti superiori alle quali chiamare alla mobilitazione i
cittadini stessi, recuperando laddove ne esistano le possibilità, una
progettualità per aree più vaste del singolo comune attraverso forme
dinamiche di associazione tra enti locali; ·
Un’azione tesa
a ridurre spese non sufficientemente giustificate(consulenze esterne,
progettazioni per opere pubbliche con finanziamenti incerti, ricorso
eccessivo agli straordinari); ·
Una gestione
economica del patrimonio disponibile (terriero, boschivo e immobiliare); ·
Un’azione tesa
a promuovere una campagna per recuperare evasioni tributarie come ICI,
rifiuti e altre imposte o tasse comunali, soprattutto quando ciò è
riscontrabile da fonti e riscontri certi; soprattutto per l’ICI quando
non è stata aggiornata la destinazione d’uso e la rendita catastale.
È essenziale che tali iniziative di recupero non siano affidate a
società esterne, che lucrano sugli aggi, in quanto le stesse, oltre a
produrre un negativo impatto esterno (sui cittadini), non
determinerebbero nessun effetto positivo sull’organizzazione del
comune. È importante al contrario che il recupero dell’evasione si
attui attraverso una riorganizzazione del sistema delle entrate teso a
riqualificare le strutture e i procedimenti amministrativi dell’Ente,
al fine di evitare che dopo “il passaggio degli accertatori esterni”
si ricominci ad accumulare nuova evasione; ·
Va perseguita
una politica tariffaria che tenti di introdurre elementi di salario
minimo sociale al fine di favorire i disoccupati e quelle categorie
particolarmente povere o sprovviste di redditi; ·
Sull’ICI deve
essere avanzata una proposta articolata, tesa a ridurre la tassa sulla
sola prima casa per redditi medi bassi ed aumentandola sulla seconda e
terza casa; ·
Per i servizi a
domanda individuale (asili nido, mense, trasporti, rette per anziani,
ricoverati ecc.) va proposta la diversificazione dei contributi sulla
base dei redditi familiari, anche attraverso accertamenti reddituali e
patrimoniali.
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