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Alla luce del progetto approvato dalla Regione nel settembre 2001, con la
previsione di un finanziamento di oltre un miliardo da integrare con
fondi comunali, si rende necessario il recupero
funzionale-architettonico, artistico e vegetazionale di Lama
d’Antico, Lama S. Giovanni e Lama S. Lorenzo,
che costituiscono dei veri e propri gioielli storici e culturali del
territorio di Fasano. In quella che può essere considerata una fragile
nicchia di bellezza in cui arte e natura convivono da secoli, la
negligenza e il lassismo di tutte le amministrazioni passate hanno
permesso la distruzione e lo scempio di tesori artistici, affreschi,
esempi di architettura religiosa bizantina e medioevale e, in buona
sostanza, di un patrimonio costitutivo della nostra civiltà. Prima che il disastro sia
irreparabile Rifondazione Comunista propone, in aggiunta al progetto
originario,la costruzione di un parco
botanico-archeologico che abbia l’intento di ripristinare
l’habitat naturale delle lame anche attraverso la ripiantumazione
delle specie vegetali caratteristiche del luogo per ridare splendore ad
uno dei posti più pittoreschi della nostra comunità territoriale. È
altresì urgente lo sgombro e la conseguente espropriazione a fini di
pubblica utilità dell’area dismessa di autodemolizione, già chiusa
per pericolo ambientale, che si affaccia sugli insediamenti, minandone
così il decoro e la bellezza, per ricavarne una zona di servizi ai
turisti e di miglioramento della viabilità e dell’accesso alle Lame.
Così come per Egnazia anche per gli insediamenti rupestri diviene
fondamentale coniugare il recupero della memoria storica con il rilancio
culturale, ad esempio reinventando questi luoghi come contenitori per mostre d’arte, esposizioni, eventi religiosi e letterari. Si potrebbero collegare così, in una rete ineguagliabile per i comuni
limitrofi, tutte le bellezze della nostra terra come Egnazia, le
masserie, le lame, il minareto, in un ininterrotto percorso turistico da
promuovere ampiamente con tutte le iniziative adeguate a livello
pubblicitario. Si potrebbe attuare così anche un piano occupazionale
rivolto in particolare ai giovani laureati e non che troverebbero un
adeguata soddisfazione in lavori particolarmente qualificati e
programmati dall’amministrazione pubblica. Ristabilire in pieno
l’armonia tra l’arte, la
natura e l’uomo, puntando sul riassetto del territorio e sulla sua
cura e conservazione, diventa un obiettivo prioritario sia per
introdurre una alternativa al “partito del mattone”sia per evitare
che anche il sud diventi una orribile fotocopia delle aree industriali e
commerciali che proliferano ad esempio nel nord-est d’Italia.
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