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Aggirato, con la legge Turco, l’art. 38 della Costituzione che
stabilisce e riconosce l’assistenza come diritto, indicando nello
Stato il garante del diritto stesso, oggi il diritto all’assistenza
non è più certo ed esigibile. Le Regioni saranno chiamate a fissare, i
criteri, indirizzi e vincoli per l’organizzazione e gestione dei
servizi e amministreranno i fondi trasferiti dallo Stato senza
l’obbligo di garantire l’assistenza a chi ne ha bisogno. In questo
quadro e nella prospettiva di una pronta risposta ai nuovi bisogni
sociali ed al diffondersi preoccupante della povertà, proponiamo di: a.
potenziare forme di assistenza come il telesoccorso
o, meglio, il telesoccorso video, I'igienizzazione degli assistiti e la
pulizia delle loro abitazioni (I’ente locale può promuovere, come
consentito dalla legge, cooperative ad hoc ovvero stipulare convenzioni)
il servizio mensa e la garanzia del riscaldamento, nonché forme di
assistenza extra-domiciliare quali enti ricreativi diurni (aperti ai
giovani), gite e vacanze estive: tali tipologie di assistenza dovranno
essere rivolte gratuitamente ad anziani (singoli o in coppia) soli e
bisognosi, ad anziani con figli handicappati e previo contributo, a
tutti gli altri ultra sessantacinquenni, onde evitare le rette
proibitive delle Case di riposo. b.
promuovere forme di assistenza domiciliare per famiglie con figli
colpiti da gravi handicap fisici o psichici. Realizzare dei "centri"
per l'handicap attraverso finanziamenti di progetti, da promuovere
in collaborazione con gli operatori del settore (Associazioni,
cooperative, ecc…), insistendo sui caratteri didattici dei
“centri” stessi, anche attraverso momenti ricreativi esterni (piscina,
equitazione, visite...) prevedendo contributi per le famiglie che devono
adattare le proprie abitazioni alle esigenze dei propri figli (ascensori,
scivoli, …) c.
per i migranti è necessario agevolare “reti locali di
intervento e sostegno”, operare per i ricongiungimenti familiari, che
sono il primo livello di integrazione e socializzazione; lavorare su “piani
di accoglienza”, con piccoli centri di prima accoglienza,
studiando nel contempo, prime vere opportunità abitative. Molto
interessante, a tale proposito, sono i corsi di formazione
per i migranti orientati alla cura dei cittadini anziani. Il tutto
nel rapporto stretto con le comunità straniere. d.
Il fenomeno della tossicodipendenza è in evoluzione qualitativa
ma è difficile dire se, quantitativamente, stia regredendo o
prorompendo. Di sicuro aumenta l’età di chi assume stupefacenti
cambiano le abitudini e le modalità di consumo, e sono apparse nuove
sostanze. Vanno attivate, non politiche punitive o proibizionistiche, ma
politiche di informazione, prevenzione e riduzione del danno con: unità
di strada, servizi di accoglienza
e ascolto, programmi di
recupero con sostanze sostitutive, macchine scambia siringhe. Sullo
sviluppo del terzo settore le nostre proposte sono integrative ai
servizi pubblici locali, non sostitutive, in grado di articolare e
valorizzare lo Stato sociale. Devono
quindi essere fissati alcuni principi su cui regolare il rapporto tra
Enti locali e Terzo Settore: 1.
i soggetti svantaggiati non possono essere scaricati,
nell’inserimento lavorativo, sulla cooperazione sociale. L’Ente
locale deve coprire ai sensi di legge, nelle percentuali previste, i
posti lavorativi previsti rispetto alla pianta organica; 2.
l’Ente locale non può abdicare al suo ruolo rispetto ai
servizi, affidandone completamente gestione ed erogazione al privato
sociale o al volontariato, il quale può essere integrativo ma non
sostitutivo; 3.
l’affidamento alle cooperative sociale non deve avvenire
tramite gare al massimo ribasso che produrrebbero solo effetti di
compressione dei salari dei lavoratori, aumento del lavoro nero ed una
caduta della qualità e della quantità dei servizi. Anzi, va garantita,
in convenzione, la condizione del rispetto dei minimi contrattuali ed in
caso di violazione la rescissione del contratto.
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