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Il sottoscritto, Oronzo Mario Schena, nato a Fasano il 14/9/1947
ed ivi residente alla via F.lli Rosselli n. 12, in qualità
di segretario del circolo Peppino Impastato di Fasano
del Partito della Rifondazione Comunista, espone e chiede quanto
segue.
In data 7/6/2000 listante, unitamente al
dott. Pierluigi Carbonara, in qualità di consigliere circoscrizionale
di Pezze di Greco per il Partito della rifondazione Comunista, inviava
una lettera ad una serie di autorità politico amministrative
locali, tra cui il Sindaco, nella quale si denunciava puntualmente
ed esaustivamente uno dei tanti fenomeni di pessimo andamento dellamministrazione
comunale ed al contempo di speculazione edilizia e, dunque, di aggressione
al territorio fasanese. Più precisamente, si evidenziava
nella citata denuncia che lattacco in questione allintegrità
dellambiente ed al decoro architettonico delle campagne fasanesi
era una diretta conseguenza dellinerzia e della sciatteria
(a voler tacere altre ipotesi) dei competenti organi comunali nelladempimento,
rectius nellinadempimento, dei doveri di controllo e vigilanza
sui medesimi organi gravanti ex lege.
Nello stesso testo lodierno istante, nella
su spiegata qualità, dopo aver adempiuto il suo diritto politico
ed il suo dovere civico di segnalazione di un illecito amministrativo
alle autorità de quibus, invocava, come logico corollario
della propria denuncia, lintervento dei medesimi organi preposti
per accertare, se del caso, reprimere, pure nei limiti delle competenze
di legge, gli illeciti stessi.
Per il merito della denuncia si rinvia più
ampiamente alla missiva allegata.
Passavano ben sette mesi senza che dallamministrazione
comunale si ponessero in atto condotte, ossia concreti provvedimenti
amministrativi, che andassero seriamente nel senso caldeggiato nella
predetta missiva degli odierni esponenti; in pratica i controlli
sul fenomeno di speculazione in questione, controlli non solo invocati
da Rifondazione Comunista, ma imposti da una legge dello Stato (lart.
11 del D.P.R. 20/10/1998, n. 403), oltrecché dal fondamentale
ed immediatamente precettivo disposto dellart. 97, 1 c., Cost.,
ebbene detti controlli sostanzialmente venivano elusi da parte dellAmministrazione
Comunale, in particolare nella persona dellassessore allurbanistica
Amati.
Questultimo, infatti, pure in presenza di
una ampia, puntuale e riscontrabilissima denuncia di una più
che probabile serie di gravissime violazioni amministrative e forsanche
penali consumatasi in un ambito, territoriale e per materia, di
propria competenza, si risolveva, tanto tiepidamente quanto inspiegabilmente,
solo a far effettuare controlli a campione, sulle concessioni sospette
nonché, in particolare, sulle autocertificazioni dei diretti
interessati, nella in commentabile percentuale del 10%. Peraltro,
chi scrive ha seri motivi di dubitare, anche sulla scorta di dichiarazioni
rese dal predetto responsabile dellurbanistica fasanese a
organi di stampa locali, che detti controlli, pure nella qualità
su indicata e denunciata, siano stati effettivamente effettuati.
E questa decisione veramente sembra ictu oculi funzionale, più
che ad accertare la verità su quanto segnalato al medesimo
assessorato, a stendervi un telo (non è un refuso), tanto
nobilmente pietoso verso i probabili speculatori quanto assolutamente
impietoso verso il buon andamento, limparzialità ed,
in primis, il decoro dellAmministrazione del Comune di Fasano.
Stante la su sommariamente cennata situazione di
fatto conseguita alla prima denuncia del Partito rappresentato dallodierno
istante, il gruppo dirigente del medesimo Partito decideva in data
22/1/2002, questa volta a mezzo solo del proprio segretario, di
reiterare la denuncia e di integrarla con una formale diffida indirizzata
al Sindaco ad adempiere i propri doveri istituzionali in subiecta
materia, come statuiti dalle su citate, cogenti disposizioni normative.
Nessuna risposta, né esplicita né
implicita, né alcuna altra forma di riscontro giungeva alla
seconda denuncia diffida del Partito della Rifondazione Comunista
indirizzata ai competenti organi amministrativi sopra abbondantemente
citati, di talchè la situazione di fatto relativa alle predette
opere edilizie ed alle relative concessioni amministrative risulta
sanata de facto per inerzia delle autorità che,
invece, avrebbero dovuto preventivamente vigilare per impedire la
consumazione degli illeciti oggetto del presente esposto o, quantomeno,
successivamente operare per provare a limitare le conseguenze dannose,
per lintegrità del territorio fasanese nonché
per i citati buon andamento, imparzialità e decoro dellAmministrazione
comunale di Fasano, derivanti dai medesimi illeciti, nonché
per reprimere, almeno sul piano amministrativo, questi ultimi ed
i loro autori.
Vi sono, dunque, eccellenti ragioni perché
lesponente, in nome e per conto del Partito della Rifondazione
Comunista, che legalmente rappresenta, invochi da parte dellA.G.
in intestazione il controllo di legalità su tutti i profili,
su tutti i fatti e soprattutto su tutti gli atti, compiuti sia da
soggetti non giuridicamente qualificati sia da pubblici ufficiali,
della vicenda denunciata per verificare se taluni di essi integrino
gli estremi di fattispecie penalmente rilevanti, cui la predetta
Magistratura procedente vorrà attribuire la qualificazione
giuridica ritenuta più congrua.
Con riserva di produzione di ulteriore documentazione
e con espressa istanza di avviso nel caso in cui il P.M. procedente
dovesse richiedere larchiviazione della presente nota criminis.
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