Circolo Peppino Impastato
 
 
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Lettera alle autorità sulla zona agricola di Fasano

 

Esposto zona agricola di Fasano

Fasano, 4 maggio 2001

Al Sig. Procuratore della Repubblica
presso il Tribunale di Brindisi



Il sottoscritto, Oronzo Mario Schena, nato a Fasano il 14/9/1947 ed ivi residente alla via F.lli Rosselli n. 12, in qualità di segretario del circolo “Peppino Impastato” di Fasano del Partito della Rifondazione Comunista, espone e chiede quanto segue.

In data 7/6/2000 l’istante, unitamente al dott. Pierluigi Carbonara, in qualità di consigliere circoscrizionale di Pezze di Greco per il Partito della rifondazione Comunista, inviava una lettera ad una serie di autorità politico – amministrative locali, tra cui il Sindaco, nella quale si denunciava puntualmente ed esaustivamente uno dei tanti fenomeni di pessimo andamento dell’amministrazione comunale ed al contempo di speculazione edilizia e, dunque, di aggressione al territorio fasanese. Più precisamente, si evidenziava nella citata denuncia che l’attacco in questione all’integrità dell’ambiente ed al decoro architettonico delle campagne fasanesi era una diretta conseguenza dell’inerzia e della sciatteria (a voler tacere altre ipotesi) dei competenti organi comunali nell’adempimento, rectius nell’inadempimento, dei doveri di controllo e vigilanza sui medesimi organi gravanti ex lege.

Nello stesso testo l’odierno istante, nella su spiegata qualità, dopo aver adempiuto il suo diritto politico ed il suo dovere civico di segnalazione di un illecito amministrativo alle autorità de quibus, invocava, come logico corollario della propria denuncia, l’intervento dei medesimi organi preposti per accertare, se del caso, reprimere, pure nei limiti delle competenze di legge, gli illeciti stessi.

Per il merito della denuncia si rinvia più ampiamente alla missiva allegata.

Passavano ben sette mesi senza che dall’amministrazione comunale si ponessero in atto condotte, ossia concreti provvedimenti amministrativi, che andassero seriamente nel senso caldeggiato nella predetta missiva degli odierni esponenti; in pratica i controlli sul fenomeno di speculazione in questione, controlli non solo invocati da Rifondazione Comunista, ma imposti da una legge dello Stato (l’art. 11 del D.P.R. 20/10/1998, n. 403), oltrecché dal fondamentale ed immediatamente precettivo disposto dell’art. 97, 1 c., Cost., ebbene detti controlli sostanzialmente venivano elusi da parte dell’Amministrazione Comunale, in particolare nella persona dell’assessore all’urbanistica Amati.

Quest’ultimo, infatti, pure in presenza di una ampia, puntuale e riscontrabilissima denuncia di una più che probabile serie di gravissime violazioni amministrative e fors’anche penali consumatasi in un ambito, territoriale e per materia, di propria competenza, si risolveva, tanto tiepidamente quanto inspiegabilmente, solo a far effettuare controlli a campione, sulle concessioni “sospette” nonché, in particolare, sulle autocertificazioni dei diretti interessati, nella in commentabile percentuale del 10%. Peraltro, chi scrive ha seri motivi di dubitare, anche sulla scorta di dichiarazioni rese dal predetto responsabile dell’urbanistica fasanese a organi di stampa locali, che detti controlli, pure nella qualità su indicata e denunciata, siano stati effettivamente effettuati. E questa decisione veramente sembra ictu oculi funzionale, più che ad accertare la verità su quanto segnalato al medesimo assessorato, a stendervi un telo (non è un refuso), tanto nobilmente pietoso verso i probabili speculatori quanto assolutamente impietoso verso il buon andamento, l’imparzialità ed, in primis, il decoro dell’Amministrazione del Comune di Fasano.

Stante la su sommariamente cennata situazione di fatto conseguita alla prima denuncia del Partito rappresentato dall’odierno istante, il gruppo dirigente del medesimo Partito decideva in data 22/1/2002, questa volta a mezzo solo del proprio segretario, di reiterare la denuncia e di integrarla con una formale diffida indirizzata al Sindaco ad adempiere i propri doveri istituzionali in subiecta materia, come statuiti dalle su citate, cogenti disposizioni normative.

Nessuna risposta, né esplicita né implicita, né alcuna altra forma di riscontro giungeva alla seconda denuncia – diffida del Partito della Rifondazione Comunista indirizzata ai competenti organi amministrativi sopra abbondantemente citati, di talchè la situazione di fatto relativa alle predette opere edilizie ed alle relative concessioni amministrative risulta “sanata de facto” per inerzia delle autorità che, invece, avrebbero dovuto preventivamente vigilare per impedire la consumazione degli illeciti oggetto del presente esposto o, quantomeno, successivamente operare per provare a limitare le conseguenze dannose, per l’integrità del territorio fasanese nonché per i citati buon andamento, imparzialità e decoro dell’Amministrazione comunale di Fasano, derivanti dai medesimi illeciti, nonché per reprimere, almeno sul piano amministrativo, questi ultimi ed i loro autori.

Vi sono, dunque, eccellenti ragioni perché l’esponente, in nome e per conto del Partito della Rifondazione Comunista, che legalmente rappresenta, invochi da parte dell’A.G. in intestazione il controllo di legalità su tutti i profili, su tutti i fatti e soprattutto su tutti gli atti, compiuti sia da soggetti non giuridicamente qualificati sia da pubblici ufficiali, della vicenda denunciata per verificare se taluni di essi integrino gli estremi di fattispecie penalmente rilevanti, cui la predetta Magistratura procedente vorrà attribuire la qualificazione giuridica ritenuta più congrua.

Con riserva di produzione di ulteriore documentazione e con espressa istanza di avviso nel caso in cui il P.M. procedente dovesse richiedere l’archiviazione della presente nota criminis.

 

 

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