Circolo Peppino Impastato
 
 
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Gli incontri organizzati dal Circolo

 

"Fasano: ancora Repubblica dipendente di Cosa Nostra?" Legalità e Democrazia

Sabato 26 Febbraio 2000, ore 17.00
FASANO "Oratorio del Fanciullo" - Via Carso, 1

C'era una volta FASANO...

Ospiti dell'incontro:
On.le Giuseppe Di Lello - Parlamentare Europeo del P.R.C.
Dott. Giudo Ruotolo - Giornalista de il manifesto
Prof. Pietro Mita - Segreteria Regionale del P.R.C.

Ha introdotto:
Avv. Giorgio Cofano - P.R.C. di Fasano
Ha presieduto:
Prof. Pasquale Altavilla - Segretario Provinciale del P.R.C. (Brindisi)


C’era una volta FASANO, una tranquilla (?) cittadina tra il mare e la collina, dove comandavano le “sette giacchette”.

Fasano è cresciuta, Fasano è cambiata, Fasano si è già persa?

“Fasano delle Terme, Fasano della Selva, Fasano di Palmina Martinelli, Fasano dell’eroina, Fasano di Marzio Perrini, Fasano di Valerio Gentile, Fasano dello Zoo, Fasano degli Ipermercati, Fasano ubriaca di soldi, sporca di ville e di macchine da mafia.”

Sulle nostre strade si susseguono gli episodi di cronaca che vedono protagonisti i blindati dei contrabbandieri, autentiche macchine di morte.

Allo spettacolo degli “sbarchi” assistono spesso spettatori compiaciuti e divertiti, neanche fossero a teatro.

Allo sfrecciare cinico delle “colonne” sull’asfalto, con i feriti abbandonati in onore del prezioso carico, c’è molto meno da divertirsi e nessuno sceglie di partecipare volontariamente al “gioco” al massacro.

Sono questi, invero, soltanto gli aspetti più appariscenti di una criminalità la più varia. Essa, infatti, abbraccia l’immigrazione clandestina, lo sfruttamento dei lavoratori non tutelati, l’utilizzo di manodopera irregolare in condizioni d’insicurezza (ne sanno nulla i sindacati?), l’evasione e l’elusione contributiva e fiscale (ne sanno nulla gli Organi dell’Amministrazione preposti?). Accade, così, che questi “sudatissimi risparmi” finiscano nelle rispettabilissime casseforti bancarie.

Le forti infiltrazioni di capitali che provengono da attività illecite, più volte ribadite dalla Magistratura e dai vertici delle Forze dell’Ordine (loro lo sanno, ma…), hanno inondato, come un fiume di fango in piena, gran parte delle attività produttive del nostro paese. Siamo al punto di rimpiangere la trasparenza del tempo delle “sette giacchette”!

L’eclissi totale della legalità sul nostro territorio ingoia nel buio giunte e sindaci.

I nostri rappresentanti in Consiglio Comunale cambiano ma, tutti ripetono la storiella dell’economia fasanese sana e fiorente. Il loro progetto politico è la morale acrobatica dell’ipocrisia eletta a scienza. Per una poltrona, per uno sgabello tradirebbero se stessi e la propria storia (a patto di avercene una), senza un fremito, senza l’ombra di un rossore.

La nostra città, invece, è in coma da anni e non solo sul piano morale. Sono sempre di più i cittadini che seppelliscono gli ultimi scampoli di dignità nella bara del calcolo economico, del guadagno e della ricchezza facili.

A chi importa? Noi ne siamo convinti, ancora a molti. A noi comunisti importa. Avremo forse le pezze al culo, ma non sugli occhi, né sulla coscienza.



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