CAMBIA IL VENTO…
Cambia il vento e modifica la coscienza della gente
ed il medesimo corso degli eventi.
E’ un vento caldo del sud del mondo che riacquista un nuovo
protagonismo contro i potenti della terra.
E’ un vento che giunge da Porto Alegre in Brasile e da Bombay
in India e che ha parlato al mondo del nuovo movimento di contestazione
della guerra e del neoliberismo.
E’ un vento caldo dal Mezzogiorno dell’Italia che ha
parlato con le voci degli operai di Melfi e con quelle delle popolazioni
di Scanzano ed Acerra, che con le loro lotte indicano un nuovo protagonismo
dei lavoratori e delle popolazioni dopo decenni di saccheggi e devastazioni,
un vento caldo che contrasta il gelo della guerra ed anima il nuovo
movimento per la pace. |
 |
Un vento caldo che da’
anima e prospettiva alla ripresa del conflitto sociale contro la
devastazione dei diritti imposta dalle politiche neoliberiste. Un
vento caldo che cambia le coscienze e mette in crisi le destre che
in Italia e nel mondo sono asservite al gelo della guerra e delle
politiche antisociali.
L’alternativa che volevano espulsa dalle possibilita’
della storia torna attuale qui ed ora.
Ha avuto ragione chi, come noi, anche quando in
pochi se ne rendevano conto, ha accolto i primi refoli di questo
vento mutato e si e’ posto in sintonia con essi. Oggi, questo
vento e’ forte e chiede un cambiamento, chiede a tutto il
variegato fronte delle opposizioni, politiche, sociali, culturali
di alzare le proprie vele e dirigere le proprie rotte in suo favore.
Cacciare il governo prima della fine della legislatura, realizzare
una svolta nelle politiche economiche e sociali, dare forza al movimento
contro la guerra ritirando per prima cose le truppe dall’Iraq,
non solo e’ giusto, e’ un’urgenza democratica
divenuta possibilita’ concreta, grazie al nuovo vento scaturito
dai movimenti e dalle lotte.
Fausto Bertinotti |