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Elezioni 2004 - Provincia di Brindisi - Intervento Valeria Vinci



CONTRO TUTTE LE GUERRE!
Dal Kosovo all’Afghanistan fino all'Iraq.
LA GUERRA E’ SEMPRE INGIUSTA.
LA GUERRA E’ SEMPRE UN ERRORE.
» Leggi il testo del messaggio elettorale «

 

3 giugno 2004 - ELEZIONI PROVINCIALI
DISCORSO INTRODUTTIVO AL COMIZIO

LA STAGIONE DELLE SCELTE FORTI di VALERIA VINCI

Credo che esista un motivo importante, una ragione profonda che ci abbia condotti fin qui, e che ci abbia riuniti stasera, e non solo per la presenza dell’on. Vendola, o almeno spero non solo per questo, o non solo perché siamo in campagna elettorale…
…ho la certezza che oggi, in questo particolare momento storico, forte avvertiamo l’esigenza di una ricerca… una nuova ricerca!
Una ricerca autentica di significati, significati che parlino a noi e che parlino soprattutto di noi.
penso che urgente sia il bisogno di "c o p r i r e" definitivamente pseudo-valori per s-coprirne altri che diano direzione di senso al proprio agire per una maggiore consapevolezza di quanto si fa o ancor meglio di quanto ogni giorno si subisce.
Penso che sia un bisogno che quotidianamente ci interpella, che quotidianamente ci scuote quando proprio ogni giorno pezzi della nostra storia, vengono demoliti e annullati…
E tutto si giustifica poi… in nome di una modernizzazione per la quale tutto e’ vendibile, che ha legittimato e legittima l’osceno grazie anche a una politica selvaggia che sponsorizza la prostituzione del territorio, il degrado dell’ambiente, lo stupro dei luoghi pubblici e la deriva delle istituzioni. [cfr. F. Cassano, ''il pensiero meridiano, Laterza, Bari, 2001]

Le nostre infanzie sono in quei luoghi, capitoli della nostra storia, della nostra memoria, sono in quei luoghi pubblici, nelle spiagge, nei campi, in pezzi di collina dove siamo cresciuti, dove abbiamo corso, giocato, dove ci siamo tuffati, dove abbiamo costruito castelli di sabbia nei quali la semplicita’ e la bellezza naturale, coincidevano con la semplicita’ e la naturalezza del vivere. Quegli stessi luoghi, quasi, non ci appartengono più, stentiamo a riconoscerli.
Il loro fascino, il loro mistero, la loro bellezza, dissacrati in nome di uno schizofrenico bisogno di appropriazione, in nome di un folle desiderio e di una sfrenata ricerca della privatizzazione, di affari, interessi e profitto. la collina, la costa il territorio sono divenuti gli altari di tali scempi dove si consumano i sacrifici più inauditi!!
Il “pubblico” oggi si sta trasformando in parte sempre più marginale, un residuo, una sorta di “discarica”, di raccolta indifferenziata di rifiuti del privato. [cfr. F. Cassano, ''il pensiero meridiano'', Laterza, Bari 2001]

La nostra storia, le nostre personali biografie, sradicati ancora in nome di una parola magica, una parola che ci dovrebbe rendere più capaci, più bravi, più efficienti, essere sempre più al passo con i ritmi che l’economia impone.
E’ una parola che ci perseguita, che abbiamo sentito tante volte, la parola flessibilita’, che segna invece una frantumazione identitaria che rende sempre più precaria la nostra vita da lavoratori, i cui costi umani sono sotto gli occhi di tutti ma purtroppo solo a spese di alcuni.
esiste ed è forte il bisogno di accogliere la logica della pace contro quella della morte e della violenza, la logica del rispetto contro quella del sospetto, la logica della vita su quella economica.

E’ ben noto che dal luglio 2003, l’Italia sta rivendendo armi ai paesi in via di sviluppo: predomina ancora una volta la legge del P.I.L. su quella della solidarietà internazionale, su quella del nuovo villaggio globale dove invece equità, giustizia e pace sarebbero valori a cui guardare e ispirarsi. purtroppo ad oggi, il parlamento europeo non è nemmeno riuscito ad importare il nostro art. 11 nella propria costituzione, pertanto ancora non è capace di ripudiare la guerra e ci auspichiamo che lo diventi con la nostra presenza.
Quanti si lasciano coinvolgere da tali problemi? Quanti sanno?
E’ un interrogativo, questo, che mi pongo e, che in qualita’ di docente, mi sollecita a una seria riflessione anche sul piano educativo, ma che dovrebbe interpellare tutti affinche’ tutti possano rispondere consapevolmente e criticamente.

Pensiamo alla nostra becera informazione mediatica : ieri in televisione una maxi diretta sulla parata militare che c’è stata a Roma; bene voglio ricordare due date: il 20 marzo manifestazione per la pace, 1 milione di persone, il 15 febbraio 2003, 3 milioni di persone, un servizio scarno, manipolato, e della diretta non se n’è’ parlato nemmeno (tranne con “la 7”)! e quante le verità non dette…
Compagni e compagne, amici e amiche, dobbiamo riappropriarci della nostra storia, della nostra vita, della nostra terra, del nostro ambiente con i suoi colori, e profumi, dei diritti troppo spesso violati, e negati a partire dal lavoro e dalla salute.
Occorre oggi più che mai la capacità di resistenza alla mercificazione che ci viene presentata come condizione ineludibile del nostro futuro. (Pasolini)

La mercificazione ce la fanno apparire come la logica più naturale, la strada maestra per un progresso… ma quale progresso?
Un progresso che non umanizza ma anzi cancella l’uomo, le sue radici, il suo contesto, i suoi sentimenti…e allora vorrei scegliere di non progredire!!!.
Vorrei poter guardare ancora il nostro mare come il testimone del lungo percorso compiuto dall’umanità, scoprirlo come il luogo dove confini , si incontrano.
Mi piace pensarlo nella sua libertà originale possibile a tutti e per tutti, il mare si dà gratuitamente a tutti, il mare e’ di tutti, ma c’è una stupidità altrettanto originale che vuole possederlo, tenerlo in casa come si tiene un pezzo di terra, un giardino, che vuole annetterlo a se’ in modo esclusivo e allora si da’ il consenso e si autorizzano le oscenità di cemento in prossimità della costa a cui siamo già ben abituati . [cfr. F. Cassano, ''il pensiero meridiano'', Laterza, Bari 2001]

Vorrei poter credere che il ben-essere, il diritto alla salute sia un diritto che trascenda divisioni territoriali, geografiche o addirittura chilometriche che non sia un diritto negoziabile politicamente, e che non sia un diritto per cui basta pagare!
Vorrei poter pensare a una scuola pluralista a una scuola che non metta mai in discussione l’istruzione come un diritto universale a tutti e per tutti. una scuola che non affidi le sue finalita’ educative a un modello gestionale aziendalistico, ma che si organizzi attorno a un asse culturale serio. ...ma questo e’ il desiderio di voler raccontare ancora ai nostri bambini, ai nostri alunni la favola dell’amore fra i popoli, di voler insegnare a credere e pensare che la possibilità di una dignità di vita migliore, passi attraverso un altro modo di vivere, ma soprattutto attraverso il rifondare un’altra classe dirigente che ridefinisca il concetto-valore di ricchezza in termini umani, in termini di condivisione democratica.
…ma è anche il desiderio di ascoltare e dar voce anche a chi non ha possibilità di parola, a chi vive in silenzio, al buio, ma che pur sempre vive nello scambio dialogico delle parole.
Credo, quindi, che non si possa e non si debba più delegare ad altri il corso della propria storia, della propria vita.
Oggi più che mai c’è bisogno di assunzione di responsabilità da parte di ognuno di noi, c’è bisogno di coraggio!

Il coraggio della verità, il coraggio come possibilità che tende verso il diverso, come possibilità di cambiamento, come volontà di un mondo possibile, come patto di fedeltà con la nostra memoria storica, la nostra onestà intellettuale e morale, con la nostra vita, il nostro mondo, che non possono più essere assoggettati alla legge di mercato, a operazioni di compravendita, che non possono piu’ essere liquidati come merce in stagione di saldi speciali!!!!
E’ il momento delle scelte forti, lo è a livello europeo con l’on. Vendola candidato e lo e’ a livello provinciale con i candidati Giorgio Cofano nei collegi 1, 2 e Francesco Zizzari nel collegio 3.
e’ la stagione delle scelte forti!
La scelta forte oggi è rifondazione comunista.

 

Collegio 1 e 2 Giorgio Cofano

Nei collegi 1 e 2 - VOTA:
GIORGIO COFANO

Collegio 3 Francesco Zizzari
 

Nel collegio 3 - VOTA:
FRANCESCO ZIZZARI