Comizio del 9 giugno 2004
Intervento di Stefano Palmisano (Giuristi Democratici)
Care compagne, cari compagni, amiche ed amici, concittadini.
Dove e come ci eravamo lasciati due anni fa: ci eravamo lasciati
in questa piazza a conclusione della campagna elettorale per il
rinnovo del Consiglio comunale di questa città, e in questa
piazza il sottoscritto e il suo partito avevano assunto impegni
ben precisi nei confronti della cittadinanza fasanese. In quella
occasione c’eravamo impegnati a restituire a questa città,
ai cittadini di Fasano una nuova immagine, un nuovo ente comunale.
Ci riproponevamo in quella occasione di restituire alla casa di
tutti i cittadini di Fasano quella centralità, quel nuovo
protagonismo, quella dignità, quella trasparenza che ormai
da anni veniva messa sotto i piedi da tutti coloro i quali si avvicendavano
nella gestione della cosa pubblica. Per far questo non ci siamo
risparmiati, abbiamo garantito in ogni momento il nostro impegno
politico, amministrativo, civile, anche fisico. […]
Abbiamo una vasta categoria di reati ambientali.
Non possiamo non considerare che è stato fatto scempio di
questo territorio, per gli interessi di pochi, dalla costa alla
collina, passando per la zona agricola di questo paese.
Non possiamo dimenticare che una presunta classe
dirigente di imprenditori di questo paese che ha utilizzato soldi
sporchi per attivare tutta una serie di attività su questo
territorio, per rimpinguare le proprie tasche, per fare sempre più
forti profitti, non disdegna quotidianamente di mettere sotto i
piedi la dignità delle persone. Nessuno parla di questo fenomeno,
mi riferisco al fenomeno del lavoro nero, che quotidianamente offende,
mortifica uomini donne e ragazzi su questo territorio.
Vogliamo parlare un po’ della legalità
amministrativa in questo comune?
Da quando si è insediata la giunta Ammirabile
abbiamo capito che c’era qualcosa che non andava, tanto è
vero che dopo pochi mesi abbiamo offerto ai cittadini di Fasano
un libro nero che contiene tutti i misfatti amministrativi che questa
Giunta compie quotidianamente. Solo il senso di responsabilità
dell’opposizione non ha consentito che tanti atti amministrativi
fossero portati a conoscenza della Procura della Repubblica.
Vogliamo parlare del primo atto posto in essere da
questo Sindaco quando si è insediato con la sua maggioranza?
Vogliamo ricordare a tutti i cittadini di Fasano il contratto miliardario
che il Sindaco ha stipulato con il direttore generale e con la sua
consorte?
Non ne azzeccano una neanche a pregarli in ginocchio,
neanche sotto la minaccia di toglier loro i lauti stipendi che percepiscono!
Non sono capaci neanche di ricordare esattamente l’anniversario
della Resistenza, non sono in grado di scrivere in perfetto italiano
la parola “Repubblica”. Su tutti i manifesti affissi
in questa città campeggiava la vergogna., nei giorni scorsi!
Hanno provveduto velocemente a correre ai ripari.
Vogliamo dire quello che ha fatto male questo Sindaco
e quello che non ha fatto? Vogliamo ricordare per esempio che questo
comune ha perso un contributo di 3 miliardi di vecchie lire destinati
al completamento della rete fognaria di questo comune?
Una legge ci consentiva di utilizzare questi miliardi
se solo avessimo presentato un progetto per il completamento della
rete fognaria.
Il Sindaco aveva contratto dei debiti durante la campagna elettorale,
aveva sottoscritto delle cambiali politiche, ha destinato questi
miliardi alla vecchia zona industriale -quella zona che non è
mai stata industriale, che è diventata una Fasano2, una zona
residenziale grazie al nostro Sindaco nell’esercizio della
sua attività professionale, nell’esercizio della sua
attività di compravendita, nell’esercizio della sua
attività politica.
Lui sapeva che quei soldi non potevano essere destinati
alla zona industriale: ciononostante ha provveduto in quel senso,
e la Regione gli ha detto: “Mio caro, non potevi farlo, quei
3 miliardi non arriveranno mai a Fasano.”
Vogliamo parlare di un’altra realtà
che è sorta sin dal momento dell’insediamento di questa
maggioranza, di questa Giunta?
Le cooperative che sono nate in questo paese. Fanno
tutte capo a personaggi eminenti del centrodestra. Gestiscono con
i soldi pubblici, i vostri soldi, i loro affari. Non hanno avuto
neanche pietà del nostro cimitero. I loro artigli, i loro
tentacoli sono arrivati anche lì. Gestiscono in maniera scandalosa
anche quella realtà, non lasciano in pace neanche i nostri
defunti!
Relativamente all’edilizia, all’urbanistica,
ci accusano di essere coloro i quali non vogliono lo sviluppo di
questa città. Non è vero!
Se non fosse stato per noi questa città oggi
non avrebbe un Piano Regolatore definitivo. Fino a qualche mese
fa le carte del Piano Regolatore erano chiuse nel cassetto del Sindaco
che le tirava fuori a suo piacimento e a disposizione dei suoi pochi
amici. Fino all’ultimo momento ha cercato di consegnarci queste
tavole senza regole, perché si potesse ancora coltivare il
Far West su questo territorio. Noi glielo abbiamo impedito!
Oggi abbiamo un Piano Regolatore definitivo e noi
in consiglio comunale ci battiamo quotidianamente perché
non ci siano lottizzazioni di serie A e lottizzazioni di serie B,
perché non ci sono cooperative di serie A e cooperative di
serie B. Perché non devono andare avanti solo le cooperative
e lottizzazioni che fanno capo al sindaco Ammirabile o ai suoi uomini.
Così come ci impegniamo a chiedere l’applicazione
integrale del Piano Regolatore, e a scongiurare l’applicazione
di strumenti e di leggi eversive. Con lo strumento dello Sportello
Unico delle imprese vogliono aggirare l’ostacolo del Piano
Regolatore e vogliono far realizzare agli amici degli amici attività
nelle cosiddette “zone agricole”, dove il suolo si compra
per 1000 lire e poi lo si rivende per un milione. Fino a questo
momento noi glielo abbiamo impedito, se volete realizzare delle
attività produttive, fatelo nelle zone individuate dal Piano
Regolatore! Fino a quando ci saremo noi in consiglio comunale questa
pratica non andrà avanti!
Hanno fatto rientrare dalla finestra ciò
che la regione Puglia aveva fatto uscire dalla porta.
La Regione aveva detto che la nostra costa doveva essere salvaguardata.
Non hanno tentennato neanche un momento: hanno detto sì all’iniziativa
Masciola, hanno detto sì alla permuta di quella strada che
tutti voi conoscete, che da Coccaro porta direttamente alle case
bianche. Quella strada che quotidianamente e da decenni i fasanesi
percorrono per recarsi sulla spiaggia. Hanno barattato le strade
che portano al mare!
Hanno barattato la costa fasanese, fra qualche tempo
voi per andare al mare dalla Sorgente alle case bianche dovrete
pagare! Per recarvi al mare non potrete più utilizzare le
strade secondarie storiche presenti sul nostro territorio. In consiglio
comunale eravamo 31: solo io mi sono opposto e ho detto no. Tutti
gli altri hanno votato a favore di questi personaggi! Questa è
storia, ci sono documenti ufficiali, potete leggere tutto questo.
E che cosa dire per esempio di un albergo che nasce in zona protetta,
zona umida a Torre Canne, che non poteva essere costruito?
Ci siamo opposti, è stato l’ultimo atto
del commissario, che ha preceduto il sindaco Ammirabile. Abbiamo
chiesto a più riprese di annullare o di revocare quella delibera.
Nulla è stato fatto, forse perché il progettista di
quell’intervento sul territorio guarda caso era sempre lui,
il sindaco Ammirabile.
E veniamo alla madre di tutte le sconfitte, di tutte
le amarezze che ha vissuto questa città negli ultimi tempi:
veniamo alla questione sanità e alla questione ospedale.
Ne abbiamo discusso in lungo e in largo in consiglio
comunale, in ogni angolo di questo paese, nelle piazze. Chi vi parla
ha fatto la spola con i compagni del partito tra Fasano e Terlizzi,
tra Fasano e Bari. Il 12 agosto del 2002 fu affrontato in consiglio
comunale per la prima volta il problema dell’ospedale. Ci
lasciammo quella sera con un impegno: che l’indomani mattina,
il 13 agosto -alla vigilia di ferragosto -con il Sindaco in testa
ci saremmo recati a Bari alla regione Puglia perché quella
mattina il presidente Fitto e i suoi accoliti si accingevano a votare
il piano di riordino ospedaliero. Io con gli altri colleghi dell’opposizione
eravamo tutti lì quella mattina, del Sindaco e dei suoi assessori
medici non c’era traccia!
Nel febbraio scorso io con i compagni di Rifondazione,
altri amici dell’opposizione e tanti cittadini di Fasano,
che vorrei ricordare, siamo andati a Terlizzi, abbiamo partecopato
a quella giornata di mobilitazione generale. C’erano tutti
i sindaci della Puglia con i loro gonfaloni. Mancava solo quello
di Fasano. Grazie a Dio noi nottetempo avevamo provveduto nel partito
a preparare uno striscione lì dove c’era scritto: ”Fasano
resiste”. Quello striscione campeggiava nella piazza centrale
di Terlizzi, e quando dal palco hanno ricordato tutti i paesi hanno
ricordato Fasano perché c’era il nostro striscione!
Il Sindaco non c’era. I suoi assessori medici
non c’erano. E quando a marzo abbiamo partecipato alla giornata
di mobilitazione regionale contro il piano di riordino ospedaliero
anche in quell’occasione noi c’eravamo. Il sindaco Ammirabile
e i suoi assessori medici non c’erano.
Mi consentirete di spendere trenta secondi per ricordare una persona,
un professionista, un uomo che è stato travolto da questa
vicenda. Pochi l’hanno ricordato, pochi gli hanno tributato
il saluto e il ringraziamento che meritava. Mi riferisco al professor
Tateo. Un professionista che ha dato prestigio a questa città
e al nostro ospedale, è stato messo nelle condizioni di andare
via, proprio da coloro i quali lui aveva allevato.
Proprio coloro i quali da lui hanno imparato i rudimenti
del mestiere del chirurgo! L’hanno fatto andare via in silenzio,
come se dovesse vergognarsi, il prof. Tateo, di qualcosa. Non doveva
vergognarsi di niente, perché questa vicenda -questo è
il dramma- non solo ha travolto strutture. Ha travolto anche esseri
umani, professionalità e dignità.
Oggi con i loro manifesti che sporcano materialmente
e moralmente il nostro paese ci dicono di avere un solo interesse,
Fasano. Un solo interesse, il nostro territorio. Ci dicono: “vota
per me perché sono uno di voi”. No, tu non sei uno
dei nostri, per ché noi non ci riconosciamo in te.
Un altro addirittura è andato a scomodare
il diritto commerciale per parlare di azioni. “Per quotare
Fasano in provincia”. Non sanno più cosa dire.
Uno di questi signori che invita a votare per lui
perché ha “Un solo interesse: Fasano”, dichiarava
il 28 gennaio 2004 alla Gazzetta del Mezzogiorno e a Repubblica
che «Il piano regionale di riordino non prescrive la chiusura
del nostro ospedale, semmai il suo potenziamento. E’ paradossale
la polemica innescata in queste settimane, io invece potrei scendere
in piazza a difesa del nostro ospedale se quanto previsto dal piano
non trovasse attuazione.» Questo signore è il dottor
Antonio Scianaro, e tutte le altre dichiarazioni contenute in questo
articolo sono state rese dal sindaco Ammirabile e dal dottor Lello
Di Bari. Questa gente sostanzialmente dice che noi, voi, non abbiamo
capito niente, quel piano di riordino ospedaliero contiene la soluzione
di tutti i problemi della sanità! Le 9000 firme che noi abbiamo
raccolto in una quindicina di giorni in questo paese non servono
a niente perché avrebbe capito tutto lui, e oggi questo signore
e i suoi amici hanno la faccia tosta di chiedere a voi il voto per
continuare quello scempio che hanno prodotto fino a questo momento
sul nostro territorio!
E che cosa dire dei due consiglieri provinciali uscenti?
E’ da dieci anni che albergano presso la sede
della provincia di Brindisi. Ditemi un atto, un comportamento, un
simbolo che faccia ricordare ai cittadini fasanesi la presenza di
questi due signori da dieci anni presso la provincia di Brindisi.
Il deserto!
Si sono distinti solo in un caso: uno in operazioni
e in attività politiche inenarrabili. L’altro per 4
anni e 11 mesi abitualmente è desaparecido per poi ricomparire
un mese prima delle elezioni per chiedere diffusamente il voto ai
cittadini di Fasano.
Il centrodestra, che sa benissimo di aver fallito,
continua a innalzare in questa situazione la solita e classica cortina
fumogena creata dalle sirene etniche che tendono ad individuare
il problema principale, il nemico principale, fuori da questa comunità.
Noi sin dal primo momento non abbiamo aderito a questo gioco, l’abbiamo
smascherato e abbiamo detto che i nostri nemici non sono la provincia
d Brindisi o gli ostunesi.
I nostri veri nemici sono il sindaco Ammirabile e
la sua Giunta, la sua maggioranza e la sua amministrazione! Guardate:
nell’attività politica propagandistica, come in questo
caso, si presentano degli slogan. Tutti vanno alla ricerca della
formula ad effetto. Questi signori non sono capaci di fare neanche
questo. Anche attraverso gli slogan elettorali, attraverso i manifesti,
denotano la loro vera natura, la loro vera indole, quella più
autentica.
Non a caso loro parlano di “interesse” nei loro manifesti.
Noi non abbiamo fatto la battaglia per l’ospedale
e non facciamo la battaglia per la tutela dell’ambiente e
del nostro territorio perché abbiamo un interesse. Il nostro
territorio non ha interessi. I cittadini di questo territorio non
hanno interessi. Hanno diritti e noi interveniamo ogniqualvolta
quei diritti vengono negati e vengono calpestati.
Storicamente gli interessi dividono gli uomini su questioni meschine.
Storicamente la tutela per la rivendicazione e la conquista dei
diritti unisce gli uomini, unisce i soggetti. In sostanza i valori
che con le nostre battaglie abbiamo cercato di affermare in questi
anni, gli obiettivi che abbiamo provato a perseguire con la nostra
attività politico-amministrativa e –consentitecelo-
con la nostra attività politico-culturale, miravano fondamentalmente
al superamento di una dicotomia, di una scissione che il nostro
Paese a livello nazionale e anche a livello locale si porta dietro
da decenni. Ed è la dicotomia tra sviluppo e progresso, un
tema tanto caro ad un intellettuale di questo Paese, lucido e lungimirante:
Pierpaolo Pasolini. Il quale quando parlava dell’Italia del
dopoguerra diceva che questo era un Paese che aveva conosciuto lo
sviluppo, che aveva abbandonato la sua cultura contadina per entrare
nella società del futuro, nella società dei consumi,
ma non riusciva a conoscere il progresso. Perché lo sviluppo
attiene solo ad un aspetto della realtà, intesa in senso
materiale, economicistico. La quantità in una realtà
non riesce a coniugarsi con la qualità della vita.
Il progresso invece garantisce non solo l’acquisto
di nuove macchine, di telefonini o di abiti nuovi, ma garantisce
le conquiste morali, umane, civili e politiche. Fino a quando ci
sarà questa scissione tra sviluppo e progresso la nostra
società non avrà un futuro.
Ma se noi riusciremo a far questo -statene certi-
riusciremo a garantire anche una migliore e più equa redistribuzione
delle risorse che questa comunità su questo territorio riesce
a produrre. Riusciremo a garantire a tutti i cittadini pari opportunità.
Oggi si parla tanto di società meritocratica, ma non c’è
alcun merito. Chi va avanti in questa società non è
chi ha meriti. Oggi, per dirla con i sociologi, la mobilità
sociale si è arrestata.
Le grandi battaglie del movimento operaio che avevano
portato a conquiste di civiltà, oggi vengono rimesse in discussione.
Negli ultimi 30-40 anni -e chi è presente su questo palco
ne rende testimonianza- grazie alle grandi conquiste delle lotte
del movimento operaio, sono diventati medici, avvocati, ingegneri,
dirigenti i figli dei lavoratori e degli operai. Con questo sistema
vogliono ripristinare vecchie logiche. Ritorneremo ad avere medici
ingegneri avvocati e dirigenti tra i figli dei medici, degli avvocati
e degli ingegneri, e ritorneranno a fare gli operai i figli degli
operai. Non si può spiegare altrimenti la riforma delle pensioni,
la riforma del mondo del lavoro, la riforma della sanità.
La riforma della scuola. Sono tutte riforme che tendono a spostare
le lancette della storia indietro di 30-40 anni per ripristinare
una società di classe, per ripristinare i vecchi privilegi,
per far diventare sempre più ricchi e più forti i
potenti e sempre più poveri i reietti, i deboli di questa
società.
Pertanto, lungi dal perseguire e dall’inseguire
fantasmi di una presunta baresità perduta evocati ad arte
dagli apprendisti stregoni del centrodestra, noi ancora una volta
indichiamo ai cittadini di Fasano obiettivi reali e concreti. Noi
apparteniamo alla provincia di Brindisi, lavoreremo per restare
in provincia di Brindisi. O al governo della provincia stessa, o
all’opposizione. Perché la Provincia oggi ha diverse
prerogative e competenze, che vanno dalla scuola, dall’istruzione,
dall’ambiente, dal lavoro alla cultura. E noi ci impegneremo,
ripeto, o in giunta o all’opposizione per garantire tutto
questo ai cittadini fasanesi e della provincia di Brindisi. E non
indicheremo fantasmi o falsi nemici. Forti, sempre più forti
della consapevolezza che per garantire i diritti delle persone bisogna
perseguire l’unica forma di interesse a cui noi riconosciamo
cittadinanza politica e decoro morale: l’interesse generale.
Concludo. Nel coso di questa campagna elettorale
è stata scomodata la categoria della passione. Con tutta
l’immodestia che caratterizza solo chi si sente parte di un’idea
e di un movimento che vuole cambiare la storia e il mondo a partire
dal luogo, dal paese in cui vive e lavora, noi riteniamo che se
c’è stato negli ultimi anni un fattore che ha riportato
passione -quella vera, quella autentica- nella vita politica di
questo paese e non solo in consiglio comunale, è stata la
nascita, l’operato, le battaglie, lo studio, la ricerca -in
una parola- la militanza di Rifondazione Comunista e dei suoi militanti,
dei suoi protagonisti. Un intellettuale e scrittore comunista, europeo,
diceva che lì dove c’è militanza comunista c’è
passione durevole. Noi abbiamo tutta l’intenzione di far durare
più a lungo possibile la passione che ci anima.
Sappiamo, a differenza di tutti gli altri, di avere i numeri, le
carte in regola sul piano politico, amministrativo, civile, umano
e culturale per fare questo. Ed è per questo che noi chiediamo
ai cittadini di Fasano, agli elettori e alle elettrici di metterci
nelle condizioni di trasferire questa nostra passione -la vera passione,
quella autentica- in tutti i posti in cui saremo chiamati ad operare,
in tutte le istituzioni. E per far questo dovete solamente votare
alle europee e alle provinciali per Rifondazione Comunista.
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