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Elezioni 2004 - Provincia di Brindisi - Comizio Giorgio Cofano



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CONTRO TUTTE LE GUERRE!
Dal Kosovo all’Afghanistan fino all'Iraq.
LA GUERRA E’ SEMPRE INGIUSTA. LA GUERRA E’ SEMPRE UN ERRORE.
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Comizio del 9 giugno 2004
Intervento di Stefano Palmisano (Giuristi Democratici)

Care compagne, cari compagni, amiche ed amici, concittadini.
Dove e come ci eravamo lasciati due anni fa: ci eravamo lasciati in questa piazza a conclusione della campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio comunale di questa città, e in questa piazza il sottoscritto e il suo partito avevano assunto impegni ben precisi nei confronti della cittadinanza fasanese. In quella occasione c’eravamo impegnati a restituire a questa città, ai cittadini di Fasano una nuova immagine, un nuovo ente comunale. Ci riproponevamo in quella occasione di restituire alla casa di tutti i cittadini di Fasano quella centralità, quel nuovo protagonismo, quella dignità, quella trasparenza che ormai da anni veniva messa sotto i piedi da tutti coloro i quali si avvicendavano nella gestione della cosa pubblica. Per far questo non ci siamo risparmiati, abbiamo garantito in ogni momento il nostro impegno politico, amministrativo, civile, anche fisico. […]

Abbiamo una vasta categoria di reati ambientali. Non possiamo non considerare che è stato fatto scempio di questo territorio, per gli interessi di pochi, dalla costa alla collina, passando per la zona agricola di questo paese.

Non possiamo dimenticare che una presunta classe dirigente di imprenditori di questo paese che ha utilizzato soldi sporchi per attivare tutta una serie di attività su questo territorio, per rimpinguare le proprie tasche, per fare sempre più forti profitti, non disdegna quotidianamente di mettere sotto i piedi la dignità delle persone. Nessuno parla di questo fenomeno, mi riferisco al fenomeno del lavoro nero, che quotidianamente offende, mortifica uomini donne e ragazzi su questo territorio.

Vogliamo parlare un po’ della legalità amministrativa in questo comune?

Da quando si è insediata la giunta Ammirabile abbiamo capito che c’era qualcosa che non andava, tanto è vero che dopo pochi mesi abbiamo offerto ai cittadini di Fasano un libro nero che contiene tutti i misfatti amministrativi che questa Giunta compie quotidianamente. Solo il senso di responsabilità dell’opposizione non ha consentito che tanti atti amministrativi fossero portati a conoscenza della Procura della Repubblica.

Vogliamo parlare del primo atto posto in essere da questo Sindaco quando si è insediato con la sua maggioranza? Vogliamo ricordare a tutti i cittadini di Fasano il contratto miliardario che il Sindaco ha stipulato con il direttore generale e con la sua consorte?

Non ne azzeccano una neanche a pregarli in ginocchio, neanche sotto la minaccia di toglier loro i lauti stipendi che percepiscono! Non sono capaci neanche di ricordare esattamente l’anniversario della Resistenza, non sono in grado di scrivere in perfetto italiano la parola “Repubblica”. Su tutti i manifesti affissi in questa città campeggiava la vergogna., nei giorni scorsi! Hanno provveduto velocemente a correre ai ripari.

Vogliamo dire quello che ha fatto male questo Sindaco e quello che non ha fatto? Vogliamo ricordare per esempio che questo comune ha perso un contributo di 3 miliardi di vecchie lire destinati al completamento della rete fognaria di questo comune?

Una legge ci consentiva di utilizzare questi miliardi se solo avessimo presentato un progetto per il completamento della rete fognaria.
Il Sindaco aveva contratto dei debiti durante la campagna elettorale, aveva sottoscritto delle cambiali politiche, ha destinato questi miliardi alla vecchia zona industriale -quella zona che non è mai stata industriale, che è diventata una Fasano2, una zona residenziale grazie al nostro Sindaco nell’esercizio della sua attività professionale, nell’esercizio della sua attività di compravendita, nell’esercizio della sua attività politica.

Lui sapeva che quei soldi non potevano essere destinati alla zona industriale: ciononostante ha provveduto in quel senso, e la Regione gli ha detto: “Mio caro, non potevi farlo, quei 3 miliardi non arriveranno mai a Fasano.”

Vogliamo parlare di un’altra realtà che è sorta sin dal momento dell’insediamento di questa maggioranza, di questa Giunta?

Le cooperative che sono nate in questo paese. Fanno tutte capo a personaggi eminenti del centrodestra. Gestiscono con i soldi pubblici, i vostri soldi, i loro affari. Non hanno avuto neanche pietà del nostro cimitero. I loro artigli, i loro tentacoli sono arrivati anche lì. Gestiscono in maniera scandalosa anche quella realtà, non lasciano in pace neanche i nostri defunti!

Relativamente all’edilizia, all’urbanistica, ci accusano di essere coloro i quali non vogliono lo sviluppo di questa città. Non è vero!

Se non fosse stato per noi questa città oggi non avrebbe un Piano Regolatore definitivo. Fino a qualche mese fa le carte del Piano Regolatore erano chiuse nel cassetto del Sindaco che le tirava fuori a suo piacimento e a disposizione dei suoi pochi amici. Fino all’ultimo momento ha cercato di consegnarci queste tavole senza regole, perché si potesse ancora coltivare il Far West su questo territorio. Noi glielo abbiamo impedito!

Oggi abbiamo un Piano Regolatore definitivo e noi in consiglio comunale ci battiamo quotidianamente perché non ci siano lottizzazioni di serie A e lottizzazioni di serie B, perché non ci sono cooperative di serie A e cooperative di serie B. Perché non devono andare avanti solo le cooperative e lottizzazioni che fanno capo al sindaco Ammirabile o ai suoi uomini.

Così come ci impegniamo a chiedere l’applicazione integrale del Piano Regolatore, e a scongiurare l’applicazione di strumenti e di leggi eversive. Con lo strumento dello Sportello Unico delle imprese vogliono aggirare l’ostacolo del Piano Regolatore e vogliono far realizzare agli amici degli amici attività nelle cosiddette “zone agricole”, dove il suolo si compra per 1000 lire e poi lo si rivende per un milione. Fino a questo momento noi glielo abbiamo impedito, se volete realizzare delle attività produttive, fatelo nelle zone individuate dal Piano Regolatore! Fino a quando ci saremo noi in consiglio comunale questa pratica non andrà avanti!

Hanno fatto rientrare dalla finestra ciò che la regione Puglia aveva fatto uscire dalla porta.
La Regione aveva detto che la nostra costa doveva essere salvaguardata. Non hanno tentennato neanche un momento: hanno detto sì all’iniziativa Masciola, hanno detto sì alla permuta di quella strada che tutti voi conoscete, che da Coccaro porta direttamente alle case bianche. Quella strada che quotidianamente e da decenni i fasanesi percorrono per recarsi sulla spiaggia. Hanno barattato le strade che portano al mare!

Hanno barattato la costa fasanese, fra qualche tempo voi per andare al mare dalla Sorgente alle case bianche dovrete pagare! Per recarvi al mare non potrete più utilizzare le strade secondarie storiche presenti sul nostro territorio. In consiglio comunale eravamo 31: solo io mi sono opposto e ho detto no. Tutti gli altri hanno votato a favore di questi personaggi! Questa è storia, ci sono documenti ufficiali, potete leggere tutto questo.
E che cosa dire per esempio di un albergo che nasce in zona protetta, zona umida a Torre Canne, che non poteva essere costruito?

Ci siamo opposti, è stato l’ultimo atto del commissario, che ha preceduto il sindaco Ammirabile. Abbiamo chiesto a più riprese di annullare o di revocare quella delibera. Nulla è stato fatto, forse perché il progettista di quell’intervento sul territorio guarda caso era sempre lui, il sindaco Ammirabile.

E veniamo alla madre di tutte le sconfitte, di tutte le amarezze che ha vissuto questa città negli ultimi tempi: veniamo alla questione sanità e alla questione ospedale.

Ne abbiamo discusso in lungo e in largo in consiglio comunale, in ogni angolo di questo paese, nelle piazze. Chi vi parla ha fatto la spola con i compagni del partito tra Fasano e Terlizzi, tra Fasano e Bari. Il 12 agosto del 2002 fu affrontato in consiglio comunale per la prima volta il problema dell’ospedale. Ci lasciammo quella sera con un impegno: che l’indomani mattina, il 13 agosto -alla vigilia di ferragosto -con il Sindaco in testa ci saremmo recati a Bari alla regione Puglia perché quella mattina il presidente Fitto e i suoi accoliti si accingevano a votare il piano di riordino ospedaliero. Io con gli altri colleghi dell’opposizione eravamo tutti lì quella mattina, del Sindaco e dei suoi assessori medici non c’era traccia!

Nel febbraio scorso io con i compagni di Rifondazione, altri amici dell’opposizione e tanti cittadini di Fasano, che vorrei ricordare, siamo andati a Terlizzi, abbiamo partecopato a quella giornata di mobilitazione generale. C’erano tutti i sindaci della Puglia con i loro gonfaloni. Mancava solo quello di Fasano. Grazie a Dio noi nottetempo avevamo provveduto nel partito a preparare uno striscione lì dove c’era scritto: ”Fasano resiste”. Quello striscione campeggiava nella piazza centrale di Terlizzi, e quando dal palco hanno ricordato tutti i paesi hanno ricordato Fasano perché c’era il nostro striscione!

Il Sindaco non c’era. I suoi assessori medici non c’erano. E quando a marzo abbiamo partecipato alla giornata di mobilitazione regionale contro il piano di riordino ospedaliero anche in quell’occasione noi c’eravamo. Il sindaco Ammirabile e i suoi assessori medici non c’erano.
Mi consentirete di spendere trenta secondi per ricordare una persona, un professionista, un uomo che è stato travolto da questa vicenda. Pochi l’hanno ricordato, pochi gli hanno tributato il saluto e il ringraziamento che meritava. Mi riferisco al professor Tateo. Un professionista che ha dato prestigio a questa città e al nostro ospedale, è stato messo nelle condizioni di andare via, proprio da coloro i quali lui aveva allevato.

Proprio coloro i quali da lui hanno imparato i rudimenti del mestiere del chirurgo! L’hanno fatto andare via in silenzio, come se dovesse vergognarsi, il prof. Tateo, di qualcosa. Non doveva vergognarsi di niente, perché questa vicenda -questo è il dramma- non solo ha travolto strutture. Ha travolto anche esseri umani, professionalità e dignità.

Oggi con i loro manifesti che sporcano materialmente e moralmente il nostro paese ci dicono di avere un solo interesse, Fasano. Un solo interesse, il nostro territorio. Ci dicono: “vota per me perché sono uno di voi”. No, tu non sei uno dei nostri, per ché noi non ci riconosciamo in te.

Un altro addirittura è andato a scomodare il diritto commerciale per parlare di azioni. “Per quotare Fasano in provincia”. Non sanno più cosa dire.

Uno di questi signori che invita a votare per lui perché ha “Un solo interesse: Fasano”, dichiarava il 28 gennaio 2004 alla Gazzetta del Mezzogiorno e a Repubblica che «Il piano regionale di riordino non prescrive la chiusura del nostro ospedale, semmai il suo potenziamento. E’ paradossale la polemica innescata in queste settimane, io invece potrei scendere in piazza a difesa del nostro ospedale se quanto previsto dal piano non trovasse attuazione.» Questo signore è il dottor Antonio Scianaro, e tutte le altre dichiarazioni contenute in questo articolo sono state rese dal sindaco Ammirabile e dal dottor Lello Di Bari. Questa gente sostanzialmente dice che noi, voi, non abbiamo capito niente, quel piano di riordino ospedaliero contiene la soluzione di tutti i problemi della sanità! Le 9000 firme che noi abbiamo raccolto in una quindicina di giorni in questo paese non servono a niente perché avrebbe capito tutto lui, e oggi questo signore e i suoi amici hanno la faccia tosta di chiedere a voi il voto per continuare quello scempio che hanno prodotto fino a questo momento sul nostro territorio!

E che cosa dire dei due consiglieri provinciali uscenti?

E’ da dieci anni che albergano presso la sede della provincia di Brindisi. Ditemi un atto, un comportamento, un simbolo che faccia ricordare ai cittadini fasanesi la presenza di questi due signori da dieci anni presso la provincia di Brindisi. Il deserto!

Si sono distinti solo in un caso: uno in operazioni e in attività politiche inenarrabili. L’altro per 4 anni e 11 mesi abitualmente è desaparecido per poi ricomparire un mese prima delle elezioni per chiedere diffusamente il voto ai cittadini di Fasano.

Il centrodestra, che sa benissimo di aver fallito, continua a innalzare in questa situazione la solita e classica cortina fumogena creata dalle sirene etniche che tendono ad individuare il problema principale, il nemico principale, fuori da questa comunità. Noi sin dal primo momento non abbiamo aderito a questo gioco, l’abbiamo smascherato e abbiamo detto che i nostri nemici non sono la provincia d Brindisi o gli ostunesi.

I nostri veri nemici sono il sindaco Ammirabile e la sua Giunta, la sua maggioranza e la sua amministrazione! Guardate: nell’attività politica propagandistica, come in questo caso, si presentano degli slogan. Tutti vanno alla ricerca della formula ad effetto. Questi signori non sono capaci di fare neanche questo. Anche attraverso gli slogan elettorali, attraverso i manifesti, denotano la loro vera natura, la loro vera indole, quella più autentica.
Non a caso loro parlano di “interesse” nei loro manifesti.

Noi non abbiamo fatto la battaglia per l’ospedale e non facciamo la battaglia per la tutela dell’ambiente e del nostro territorio perché abbiamo un interesse. Il nostro territorio non ha interessi. I cittadini di questo territorio non hanno interessi. Hanno diritti e noi interveniamo ogniqualvolta quei diritti vengono negati e vengono calpestati.
Storicamente gli interessi dividono gli uomini su questioni meschine. Storicamente la tutela per la rivendicazione e la conquista dei diritti unisce gli uomini, unisce i soggetti. In sostanza i valori che con le nostre battaglie abbiamo cercato di affermare in questi anni, gli obiettivi che abbiamo provato a perseguire con la nostra attività politico-amministrativa e –consentitecelo- con la nostra attività politico-culturale, miravano fondamentalmente al superamento di una dicotomia, di una scissione che il nostro Paese a livello nazionale e anche a livello locale si porta dietro da decenni. Ed è la dicotomia tra sviluppo e progresso, un tema tanto caro ad un intellettuale di questo Paese, lucido e lungimirante: Pierpaolo Pasolini. Il quale quando parlava dell’Italia del dopoguerra diceva che questo era un Paese che aveva conosciuto lo sviluppo, che aveva abbandonato la sua cultura contadina per entrare nella società del futuro, nella società dei consumi, ma non riusciva a conoscere il progresso. Perché lo sviluppo attiene solo ad un aspetto della realtà, intesa in senso materiale, economicistico. La quantità in una realtà non riesce a coniugarsi con la qualità della vita.

Il progresso invece garantisce non solo l’acquisto di nuove macchine, di telefonini o di abiti nuovi, ma garantisce le conquiste morali, umane, civili e politiche. Fino a quando ci sarà questa scissione tra sviluppo e progresso la nostra società non avrà un futuro.

Ma se noi riusciremo a far questo -statene certi- riusciremo a garantire anche una migliore e più equa redistribuzione delle risorse che questa comunità su questo territorio riesce a produrre. Riusciremo a garantire a tutti i cittadini pari opportunità. Oggi si parla tanto di società meritocratica, ma non c’è alcun merito. Chi va avanti in questa società non è chi ha meriti. Oggi, per dirla con i sociologi, la mobilità sociale si è arrestata.

Le grandi battaglie del movimento operaio che avevano portato a conquiste di civiltà, oggi vengono rimesse in discussione. Negli ultimi 30-40 anni -e chi è presente su questo palco ne rende testimonianza- grazie alle grandi conquiste delle lotte del movimento operaio, sono diventati medici, avvocati, ingegneri, dirigenti i figli dei lavoratori e degli operai. Con questo sistema vogliono ripristinare vecchie logiche. Ritorneremo ad avere medici ingegneri avvocati e dirigenti tra i figli dei medici, degli avvocati e degli ingegneri, e ritorneranno a fare gli operai i figli degli operai. Non si può spiegare altrimenti la riforma delle pensioni, la riforma del mondo del lavoro, la riforma della sanità. La riforma della scuola. Sono tutte riforme che tendono a spostare le lancette della storia indietro di 30-40 anni per ripristinare una società di classe, per ripristinare i vecchi privilegi, per far diventare sempre più ricchi e più forti i potenti e sempre più poveri i reietti, i deboli di questa società.

Pertanto, lungi dal perseguire e dall’inseguire fantasmi di una presunta baresità perduta evocati ad arte dagli apprendisti stregoni del centrodestra, noi ancora una volta indichiamo ai cittadini di Fasano obiettivi reali e concreti. Noi apparteniamo alla provincia di Brindisi, lavoreremo per restare in provincia di Brindisi. O al governo della provincia stessa, o all’opposizione. Perché la Provincia oggi ha diverse prerogative e competenze, che vanno dalla scuola, dall’istruzione, dall’ambiente, dal lavoro alla cultura. E noi ci impegneremo, ripeto, o in giunta o all’opposizione per garantire tutto questo ai cittadini fasanesi e della provincia di Brindisi. E non indicheremo fantasmi o falsi nemici. Forti, sempre più forti della consapevolezza che per garantire i diritti delle persone bisogna perseguire l’unica forma di interesse a cui noi riconosciamo cittadinanza politica e decoro morale: l’interesse generale.

Concludo. Nel coso di questa campagna elettorale è stata scomodata la categoria della passione. Con tutta l’immodestia che caratterizza solo chi si sente parte di un’idea e di un movimento che vuole cambiare la storia e il mondo a partire dal luogo, dal paese in cui vive e lavora, noi riteniamo che se c’è stato negli ultimi anni un fattore che ha riportato passione -quella vera, quella autentica- nella vita politica di questo paese e non solo in consiglio comunale, è stata la nascita, l’operato, le battaglie, lo studio, la ricerca -in una parola- la militanza di Rifondazione Comunista e dei suoi militanti, dei suoi protagonisti. Un intellettuale e scrittore comunista, europeo, diceva che lì dove c’è militanza comunista c’è passione durevole. Noi abbiamo tutta l’intenzione di far durare più a lungo possibile la passione che ci anima.
Sappiamo, a differenza di tutti gli altri, di avere i numeri, le carte in regola sul piano politico, amministrativo, civile, umano e culturale per fare questo. Ed è per questo che noi chiediamo ai cittadini di Fasano, agli elettori e alle elettrici di metterci nelle condizioni di trasferire questa nostra passione -la vera passione, quella autentica- in tutti i posti in cui saremo chiamati ad operare, in tutte le istituzioni. E per far questo dovete solamente votare alle europee e alle provinciali per Rifondazione Comunista.

 

Collegio 1 e 2 Giorgio Cofano

Nei collegi 1 e 2 - VOTA:
GIORGIO COFANO

Collegio 3 Francesco Zizzari
 

Nel collegio 3 - VOTA:
FRANCESCO ZIZZARI