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Il nostro programma elettorale (12 aprile 2002)
1.
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Art. 11 della costituzione
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L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà
degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie
internazionali.
Abbiamo aperto il nostro Programma con la citazione
dell'Art. 11 della Costituzione, ispirata ai valori della Resistenza,
in quanto crediamo che ogni nostra azione non possa prescindere
dal rifiuto di ogni tipo di guerra, ipocritamente umanitaria e non,
un rifiuto anzitutto morale poiché non pensiamo che con i
bombardamenti e con l'aggiungere lutti a lutti, si possano risolvere
le controversie tra i popoli del nostro pianeta.
Crediamo ancora infatti che la guerra sia ancora oggi
strumento di conquista e depredazione, scellerato atto di barbarie
contro i popoli e gli Stati più deboli e che sia negazione
della politica come essa è concepita nel nostro dettato costituzionale.
Ed è ad esso che in parte guardiamo oggi per
la riaffermazione del ruolo dei Partiti, della democrazia organizzata
nel quadro di una necessaria tensione dialettica tra le forze sociali
antagoniste, per laffermazione piena del diritto di sciopero
ormai fatto a brandelli a partire dai governi di centrosinistra
e per il ritorno al sistema proporzionale puro come unico sistema
ampiamente democratico nel quadro di una democrazia parlamentare
e rappresentativa. Ed è anche per queste fondamenta che ci
sorreggono che Il Partito della Rifondazione Comunista concepisce
il governo di una realtà locale come un momento chiave per
una definizione e rinascita del concetto di politica come conflitto
per laffermazione di una alternativa politica e non mera amministrazione
in cui perfetti burocrati si alternano nella cogestione del potere
con i ceti dominanti. Il richiamo alla Costituzione è il
richiamo dunque allo spirito della Resistenza, ma a quella del diretto
protagonismo delle masse e degli scioperi operai e quindi ad una
democrazia partecipata a partire dalle periferie, dai luoghi di
lavoro, dalle scuole e perciò anche dalle realtà comunali.
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2.
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Premessa
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Il taglio dei trasferimenti e risorse ai Comuni che
nella finanziaria del Governo Berlusconi ammonta a 700 milioni di
euro, continua a produrre non solo un ridimensionamento qualitativo
e quantitativo dei servizi essenziali, ma anche un aumento considerevole
della pressione tributaria e tariffaria sui cittadini.
Il Patto di stabilità Interno, peggiora un
simile contesto soprattutto per quanto riguarda i Comuni medio-piccoli.
L'impegno a supplire alla drastica riduzione dei finanziamenti centrali
e ad una generale contrazione della spesa pubblica viene, infatti,
perseguito attraverso la riduzione dei costi nella gestione dei
servizi pubblici, I'aumento del ricorso al finanziamento tramite
prezzi e tariffe dei servizi a domanda individuale, I'inasprimento
fiscale a livello locale, la dismissione di immobili pubblici: tutto
ciò significa minori servizi e tariffe più alte, privatizzazioni,
svendita del patrimonio immobiliare pubblico ed in definitiva la
progressiva frantumazione della coesione sociale.
Le politiche di bilancio, il cambiamento del quadro
legislativo e normativo di riferimento, hanno prodotto radicali
cambiamenti del modo di essere e di operare delle autonomie locali,
del loro rapporto con i cittadini, del loro stesso ruolo e funzione
costituzionale. Assistiamo così all'aumento di potere di
Sindaci e dirigenti, al quasi annullamento del ruolo dei Consigli,
alla nascita di organismi di secondo grado (Holding, ...) che senza
alcun mandato popolare confiscano ai Comuni funzioni importanti
e decisive, al ricorso a forme di gestione esterna dei servizi e
a un "no profit" svilito (se inserito in una logica di
mercato) per rendere flessibile il rapporto di lavoro e talvolta
per garantirsi consenso clientelare, alla privatizzazione dei servizi
pubblici locali.
Si vuole così affermare un modello istituzionale
funzionale ai processi della globalizzazione, subordinato agli interessi
prevalenti del mercato e con caratteri sempre più plebiscitari
e di delega, contrario, di conseguenza, a forme di democrazia partecipata
e diretto ad eliminare il controllo dei cittadini assunti al ruolo
di meri utenti.
Da queste premesse analitiche nasce il presente programma
elettorale del Partito della Rifondazione Comunista come base di
un lavoro politico sul territorio. Programma che nel contempo si
propone di formulare precise indicazioni, in prospettiva amministrativa,
comuni per l'intera zona e tese a perseguire una riappropriazione
di funzione decisionale e di controllo da parte dei cittadini, a
sviluppare e salvaguardare nuovi e acquisiti diritti sociali, ad
introiettare nuove istanze culturali, a garantire lavoro non precario
ed in ambiti nuovi, e su tutto questo costruire aggregazione politico-sociale,
nuova unita, nuove prospettive in funzione di un progetto complessivo
di società alternativa.
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3.
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Tre questioni fondamentali per l'azione Politica del PCR a Fasano
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- Lotta alla criminalità organizzata, attraverso una capillare
rete di informazione dei fenomeni mafiosi. Realizzazione di progetti
di educazione alla legalità nelle scuole, istituzione
di un Osservatorio permanente sulla legalità da insediare
presso il palazzo del boss DOnofrio ora di proprietà
del Comune. Questo centro dovrà dotarsi di ogni strumento
necessario per studiare il fenomeno della criminalità organizzata,
per denunciare gli intrecci tra mafia e politica e per promuovere
una salda cultura antimafia.
- Lotta allabusivismo edilizio e ad ogni scempio ambientale
che dovrà concretarsi in ogni angolo del nostro territorio
mediante tutti gli strumenti che la legge concede anche per la
riduzione dei luoghi naturali e architettonici della nostra terra
troppo martoriata da interessi speculativi che centrodestra e
centrosinistra hanno sostenuto in consiglio Comunale nella passata
consiliatura.
- Lotta al lavoro nero che si sostanzierà soprattutto dal
punto di vista politico con un impegno a sostenere le lavoratrici
e i lavoratori fasanesi in ogni vertenza, anche attraverso listituzione
di un numero verde sul lavoro. Numero verde a cui potranno rivolgersi
i lavoratori a nero, i precari e i flessibili per
denunciare tutte quelle situazioni lavorative che mettono in discussione
diritti fondamentali del lavoro e della dignità umana;
diritti troppe volte calpestati a Fasano da un padronato emergente
e dedito per professione ad uno sfruttamento bieco degli operai
e del lavoro dipendente in genere.
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4.
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Partecipazione
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Il tema della partecipazione dei cittadini alle scelte
politiche è tra quelli che riteniamo prioritari ed è
anche quello che dovrebbe differenziare una forza politica di "sinistra"
dalle altre.
Per partecipazione intendiamo che i cittadini interagiscano
con l'Amministrazione Comunale non una volta ogni cinque anni eleggendo
il Sindaco ed i Consiglieri Comunali, ma esprimendo le loro opinioni
e le loro proposte ogni volta che deve essere assunta una decisione
importante per la comunità. Occorre anche trovare gli strumenti
per decidere insieme e per controllare, insieme, l'operato degli
amministratori.
In concreto per Fasano proponiamo:
- L'istituzione dei Quartieri per la realizzazione di Comitati
partecipazione e di zona(in base agli art. 8, 9 e 11 dello statuto
comunale), a seguito di regolari elezioni, con funzioni consultive
obbligatorie, propositive e vincolanti rispetto a determinati
atti e problemi del quartiere stesso.
- La consultazione preventiva dei cittadini e dei soggetti interessati
(anche attraverso referendum previsto dallart. 13) sulle
questioni più importanti (Piani territoriali, Centro Storico,
servizi sociali, opere pubbliche di un certo impegno, ripartizione
della spesa, ecc.).
- La realizzazione di uno sportello per i cittadini che sappia
registrare i problemi degli abitanti del comune e che sappia dare
indicazioni concrete alla loro risoluzione, e che riceva petizioni
e istanze di singoli e associati finalizzate alla risoluzione
dei problemi della collettività.
- Lapprovazione di uno specifico regolamento nel quale
si definiscono i criteri con i quali per determinati atti è
obbligatorio lapertura di una fase di partecipazione.
- La pubblicazione di un periodico che renda trasparente la vita
amministrativa, che dia voce ai cittadini. L'attuale periodico
del comune - "Fasano Informa" - non è soddisfacente
perché è sostanzialmente un organo di propaganda
dell'amministrazione con uno spazio, una specie di ghetto, riservato
ai partiti presenti in Consiglio Comunale. Bisogna realizzare
un periodico più vivace, che sia un effettivo strumento
di informazione e partecipazione della cittadinanza ed utilizzabile
in modo democratico da associazioni, gruppi, partiti.
- La realizzazione di una rete civica informatizzata per migliorare
la trasparenza delle decisioni amministrative ma anche per realizzare
un Forum di discussione (in base allart. 14) in tempo reale
sui problemi locali. Questi forum non dovranno concretizzarsi
solo in internet, ma si dovrà fissare un calendario di
incontri di un forum dei poteri democratici del quale dovranno
far parte i consiglieri comunali, il difensore civico, i rappresentanti
degli organi di partecipazione e delle associazioni operanti sul
territorio, da tenersi periodicamente per la necessaria dialettica
tra società e istituzioni e per una verifica delloperato
dellamministrazione comunale.
- La previsione di una rappresentanza di cittadini extracomunitari
attraverso la costituzione di consulte o altri istituti democratici
per favorirne linterlocuzione con le istituzioni e la partecipazione
attiva alle scelte di governo delle comunità locali.
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5.
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Per una Politica di Redistribuzione del Reddito
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Sempre più difficile diventa la costruzione
di politiche di bilancio capaci di dare valide risposte ai problemi
delle città e dei territori. La forte riduzione dei trasferimenti
e il patto di stabilità, rappresentano difficoltà
oggettive al mantenimento dei servizi, al finanziamento di progetti
di sviluppo e a interventi anche coordinati con altri Enti sul territorio.
Ecco allora che la costruzione del bilancio è
un elemento fondamentale per definire una seria politica redistributiva
i cui punti essenziali possono essere:
- Una progettazione proiettata ad acquisire risorse straordinarie
della U.E. e di leggi nazionali (sostegno e incentivazione ad
iniziative produttive, formazione professionale, recupero e riqualificazione
urbana, patti territoriali ecc.) aprendo vere e proprie vertenze
territoriali nei confronti degli enti superiori alle quali chiamare
alla mobilitazione i cittadini stessi, recuperando laddove ne
esistano le possibilità, una progettualità per aree
più vaste del singolo comune attraverso forme dinamiche
di associazione tra enti locali;
- Unazione tesa a ridurre spese non sufficientemente giustificate(consulenze
esterne, progettazioni per opere pubbliche con finanziamenti incerti,
ricorso eccessivo agli straordinari);
- Una gestione economica del patrimonio disponibile (terriero,
boschivo e immobiliare);
- Unazione tesa a promuovere una campagna per recuperare
evasioni tributarie come ICI, rifiuti e altre imposte o tasse
comunali, soprattutto quando ciò è riscontrabile
da fonti e riscontri certi; soprattutto per lICI quando
non è stata aggiornata la destinazione duso e la
rendita catastale. È essenziale che tali iniziative di
recupero non siano affidate a società esterne, che lucrano
sugli aggi, in quanto le stesse, oltre a produrre un negativo
impatto esterno (sui cittadini), non determinerebbero nessun effetto
positivo sullorganizzazione del comune. È importante
al contrario che il recupero dellevasione si attui attraverso
una riorganizzazione del sistema delle entrate teso a riqualificare
le strutture e i procedimenti amministrativi dellEnte, al
fine di evitare che dopo il passaggio degli accertatori
esterni si ricominci ad accumulare nuova evasione;
- Va perseguita una politica tariffaria che tenti di introdurre
elementi di salario minimo sociale al fine di favorire i disoccupati
e quelle categorie particolarmente povere o sprovviste di redditi;
- SullICI deve essere avanzata una proposta articolata,
tesa a ridurre la tassa sulla sola prima casa per redditi medi
bassi ed aumentandola sulla seconda e terza casa;
- Per i servizi a domanda individuale (asili nido, mense, trasporti,
rette per anziani, ricoverati ecc.) va proposta la diversificazione
dei contributi sulla base dei redditi familiari, anche attraverso
accertamenti reddituali e patrimoniali.
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6.
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Il Bilancio Comunale
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La lotta all'evasione tributaria deve essere un pilastro
portante per le amministrazioni locali. La finalità di questo
grande impegno non è solo legata a un obiettivo di giustizia
sociale, ma anche a quello di individuare uno strumento essenziale
nel reperimento delle risorse necessarie, alternativo ad aumenti
tariffari, aggravi fiscali e dimissioni di servizi, strumento funzionale
ad un abbattimento dei costi sulla prima casa (ICI e tassa dei rifiuti)
ed alla drastica diminuzione delle casa sfitte.
Proponiamo conseguentemente, di:
- fare dei bilanci un occasione di partecipazione democratica
organizzando momenti di confronto con la cittadinanza e le forze
sociali in previsione della loro redazione e quindi garantendo,
una volta tradotti in linguaggio semplice e comprensibile a tutta
la popolazione, la loro capillare pubblicizzazione;
- garantire la massima trasparenza in fatto di utilizzo del denaro
pubblico fornendo rapporti dettagliati per quanto riguarda la
spesa sociale, nonché le convenzioni con imprese private,
associazioni "no profit", professionisti consulenti,
o quanti altri effettuino prestazioni per contribuire a diminuire
il peso tributario e tariffario sui cittadini.
- lottare contro l'evasione dei tributi comunali anche attraverso
un censimento del patrimonio immobiliare che permetta altresì
una verifica dell'utilizzo a cui gli immobili stessi sono destinati;
- realizzare un osservatorio permanente sulle emergenze sociali
presenti sul territorio allo scopo sia di programmare interventi
capaci di alleviare il disagio che di valutarne l'efficacia o
bloccare ogni svendita del patrimonio pubblico al fine di far
cassa e individuare programmi di nuovo utilizzo sociale;
- promuovere politiche per l'accoglienza basate sulla garanzia
di uguaglianza di diritti nell'accesso ai servizi fra tutti i
soggetti.
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7.
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Per una cultura della Solidarietà
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Per solidarietà intendiamo che tutti i cittadini
devono dare alla comunità in rapporto alle proprie capacità
e alle proprie risorse, senza egoismi e chiusure sociali o di gruppo.
- Il Comune dovrà dare di più a chi ha di meno.
- Il Comune non può mantenersi neutrale sulle questioni
sociali.
- Il Comune è la casa di tutti, soprattutto di coloro che
hanno di meno, meno risorse, meno cultura, meno parola.
- Il Comune non è il luogo riservato solo ai cittadini
più abbienti, a coloro che hanno affari da combinare, a
coloro che hanno già tutto, come oggi troppo spesso succede.
La pratica della cultura della solidarietà rientra nella
nostra identità ed è fondata non su un pietistico
e caritatevole aiuto ai "poveretti" e diseredati, ma sul
concetto fondamentale che ogni essere umano è uguale all'altro.
La nostra società è invece costruita attorno ad un
archetipo che possiamo definire: maschio, adulto di razza bianca,
sano, produttore, consumatore.
Tanto più ci allontaniamo da questo paradigma tanto più
l'organizzazione della società è incapace di immaginare,
di adattarsi, di ridefinirsi attorno ad una comunità che
invece è ben più articolata, più multiforme,
multisessuata, multigenerazionale, multirazziale, in sostanza ben
più ricca.
Il modello che si basa su questo paradigma è fallito, non
ha potuto e non può interpretare la geografia di una società
complessa ormai articolata (ma non governata) sulle diversità
e sulle esclusioni, sulle diverse modalità di sfruttamento,
di integrazione-esclusione, di contraddizioni bianco/nero, uomo/donna,
giovane/vecchio, sano/malato, etero/omosessuale, dipendente da alcol
o nicotina piuttosto che da eroina o caffè.
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8.
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Immigrazione e politiche per la casa
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Limmigrazione è uno dei temi sociali
che permettono alle forze di destra di prosperare mistificando e
strumentalizzando un problema reale.
Non servono né prediche né generici richiami alla
solidarietà: non si riuscirebbe in questo modo a fermare
londata xenofoba. Limmigrazione è, infatti, un
problema economico-sociale connesso col mercato del lavoro. La stragrande
maggioranza degli immigrati cerca un lavoro e molti, in questa situazione,
cadono nel circuito del lavoro nero o della delinquenza comune proprio
a causa della situazione di clandestinità in cui sono costretti.
Inutile e controproducente predisporre legislazioni repressive
ed è invece necessario programmare laccoglienza.
Bisogna inoltre rendersi conto, a livello culturale, che la società
futura sarà multietnica e multiculturale.
Alcune prime proposte operative per l'integrazione degli immigrati
extracomunitari e non:
- Un censimento che permetta poi la realizzazione di servizi (quali
per esempio una consulenza legale, un insegnamento linguistico,
un punto di socializzazione e di incontro, un dispensario medico)
adeguati alla dimensione del problema.
- Per quanto riguarda l'abitazione siamo decisamente contrari
alla creazione di ghetti, ma vediamo come soluzione positiva la
locazione detassata degli alloggi sfitti esistenti per promuovere
la loro assegnazione a tutti coloro che non hanno casa affinché
nessuna persona resti senza casa e nessuna casa senza persona.
Infatti il proliferare della rendita urbana parassitaria ed il
fatto che in Italia (a differenza del resto dell'Europa) il mercato
edile è sempre stato completamente in mano ai privati e quindi
rivolto non certo a soddisfare la domanda sociale di case, ma a
realizzare il massimo profitto, ha contribuito in maniera decisiva
al prodursi di questa situazione inaccettabile.
Ecco perché le amministrazioni sono piene di professionisti
dell'edilizia...costoro non fanno altro che portare avanti i propri
interessi.
Il problema della casa si configura dunque come problema essenzialmente
politico, di fronte al quale c'è un'unica posizione possibile:
salvaguardare gli interessi dei lavoratori e delle categorie più
deboli. Lamministrazione comunale dovrà dunque, rispetto
ai poteri dello Stato e della Regione:
- Rivendicare la casa come servizio sociale.
- Difendere e rilanciare lEdilizia Residenziale Pubblica
sulla base di un Piano Casa
- Esenzione dallICI per la prima casa di residenza.
- Aumento dellICI sugli alloggi sfitti e premi fiscali per
chi li immette sul mercato.
- Immettere sul mercato gli alloggi di proprietà comunale
disabitati, da restaurare o in fase di restauro, ad affitto equo.
- Incentivare la cooperazione edilizia ed in particolare di quella
a proprietà indivisa.
A livello comunale nulla è stato fatto in questi ultimi
anni di amministrazione di centro - sinistra ed è questa
una delle principali ragioni di scontento da parte di Rifondazione
Comunista. È dunque necessario riaffermare questi obiettivi:
- Recuperare a scopi prevalentemente abitativi e commerciali il
centro storico e le abitazioni degradate.
- Censire gli alloggi sfitti.
- Istituire un'Anagrafe dei contratti (per impedire abusi da parte
dei proprietari)
- Sviluppare l'edilizia pubblica.
- Controllare i requisiti per aver diritto agli alloggi comunali.
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9.
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Tutela degli Animali
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Fasano si è contraddistinta più volte
per fatti di cronaca legati al maltrattamento di animali. La questione,
di qualche anno fa, dei cani abbattuti dalla ASL, che portò
lo stesso Sindaco uscente a rispondere alle accuse di maltrattamenti
in una popolare trasmissione televisiva, oltre che davanti ad un
giudice; così come gli ultimi servizi televisivi sul canile
di Fasano, hanno chiaramente dimostrato lassenza di una, seppur
minima, sensibilità animalista nella nostra città,
e in particolare in chi ci ha amministrato fino a ieri .
Una città in cui gli animali sono utili solo
in quanto possibile fonte di profitto (vedi lo zoo), lo dimostra
anche la convenzione milionaria che il Comune di Fasano ha stipulato
con una società (stranamente legata allex sindaco Donato
De Carolis, lo stesso animalista di cui sopra), convenzione
che non tiene conto di una legge regionale che invece invita i comuni
a dotarsi di una struttura comunale da affidare alla gestione di
associazioni animaliste o di cooperative senza fini di lucro.
Contro tutto questo noi intendiamo realizzare una
serie di progetti di informazione e di sensibilizzazione sul problema
del randagismo, e di aiuto (anche economico) per tutti coloro che
vorranno prendersi cura degli animali meno fortunati.
LAmministrazione Comunale, dovrà impegnarsi
nella costituzione di un numero verde e di un ufficio di Tutela
degli Animali che si occuperà principalmente di:
- Effettuare un censimento della popolazione canina del Comune,
rendendo effettivo lobbligo del microchip e liscrizione
allanagrafe canina per tutti i cani di proprietà.
- Convenzionarsi con un veterinario per linserimento dei
microchips anche a domicilio (in modo da semplificare lattuale
prassi), e per eventuali interventi di emergenza ad animali investiti
o vittime di violenza.
- Promuovere una campagna di sensibilizzazione sul problema del
randagismo, promovendo la nascita dei cosiddetti cani di
quartiere.
- Realizzare un canile/gattile comunale affidato alla gestione
di enti o associazioni protezionistiche prive di scopi di lucro,
come previsto da una legge nazionale (L. n° 291/91).
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10.
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Politiche per il lavoro
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La produttività è aumentata enormemente
ma, mentre sono triplicati i profitti dei padroni, i salari reali
sono invece cresciuti ad un tasso inferiore all'inflazione e ciò
deriva anche dagli errori dei sindacati confederali.
Troppo si è subito in questi anni a causa della
"crisi", della ristrutturazione delle aziende,troppo poco
si è riusciti a fare per evitare il prevalere delle logiche
di impresa, del profitto e dello sfruttamento.
Tra i punti qualificanti che noi proponiamo ci sembra
importante segnalare, vista la situazione di Fasano, la situazione
dei lavoratori delle piccole aziende.
Si tratta di migliaia di persone cui sono negati i
più elementari diritti sindacali e per i quali esiste ancora
la possibilità del licenziamento senza giusta causa da parte
del padrone.
Per quanto riguarda Fasano crediamo che un'amministrazione
comunale attenta ai bisogni dei lavoratori possa fare molto.
- Pensiamo al sostegno che si potrebbe offrire alle cooperative
di lavoro nel campo della produzione di beni e servizi (facendo
però attenzione che non si tratti di un modo per eludere
i diritti dei lavoratori col trasformarli in finti comproprietari).
- Pensiamo inoltre che l'ente pubblico, essendo il più
grosso datore di lavoro dovrebbe finalmente cominciare a dare
il buon esempio nel coprire tutti i posti in organico, sfruttando
tutte le opportunità che offre la legge e, soprattutto,
evitando il ricorso agli incarichi professionali che spesso nascondono
assunzioni clientelari.
- L'Ente pubblico dovrebbe inoltre avere una politica di espansione
dei posti di lavoro basata anche sull'abbassamento dell'orario
di lavoro, sul contenimento degli straordinari e sul controllo
delle ditte appaltatrici che spesso non effettuano assunzioni
regolari o non ottemperano alle norme di sicurezza.
- Va posto con forza l'obiettivo per l'Amministrazione Comunale
di difendere il lavoro esistente puntando alla nascita e allo
sviluppo di servizi alle piccole imprese e all'artigianato, che
possono determinare una nuova e qualificata occupazione.
- Anche la formazione professionale è un compito che il
Comune può contribuire a realizzare, in collaborazione
con altri livelli istituzionali (Provincia e Regione).
- Rapporto con le associazioni sindacali dei lavoratori per realizzare
un osservatorio del lavoro e un numero verde.
- Realizzazione di un centro servizi a sostegno delle piccole
aziende e dell'artigianato.
- In un territorio dove i problemi dell'ambiente sono pressanti,
il tema del lavoro deve essere affrontato anche sul versante dei
lavori socialmente utili, da indirizzare al risanamento dell'ambiente
ed ai servizi alla persona. Occorre anche continuare a favorire
la crescita di cooperative e associazioni di giovani, di disoccupati,
di cassaintegrati, di portatori di handicap che si occupino di
questi nuovi lavori.
In merito alla questione degli interventi a sostegno
dei giovani e dei lavori socialmente utili di cui attualmente si
sente poco parlare è necessario che lAmministrazione
Comunale ponga in essere ogni forma di pressione affinché
la Regione istituisca forme di incentivazione per imprese ed enti
locali relative a:
- Progetti di promozione culturale.
- Servizi di tutela ambientale.
- Servizi di manutenzione e gestione di impianti pubblici a destinazione
collettiva.
- Servizi comunali.
- Prevenzione del disagio giovanile.
- Interventi a sostegno degli alcolisti, tossicodipendenti, detenuti,
nomadi, immigrati extracomunitari.
- Assistenza agli anziani, ai portatori di handicap e dei minori,
a domicilio e presso i centri sociali.
- Inserimento di giovani in aziende artigiane.
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