Circolo Peppino Impastato
 
 
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Il nostro programma elettorale (12 aprile 2002)



1. Art. 11 della costituzione
2. Premessa
3. Tre questioni fondamentali per l'azione Politica del PCR a Fasano
4. Partecipazione
5. Per una Politica di Redistribuzione del Reddito
6. Il Bilancio Comunale
7. Per una cultura della Solidarietà
8. Immigrazione e politiche per la casa
9. Tutela degli Animali
10. Politiche per il lavoro
11. Servizi Sociali
12. La Scuola Pubblica
13. Turismo, Cultura e Ambiente
14. Insediamenti Rupestri
15. Recupero e valorizzazione del litorale
15.1. Inquinamento dovuto agli scarichi dei reflui urbani, industriali e degli insediamenti turistici
15.2. Erosione del litorale sabbioso
15.3. Abusivismo dilagante
16. Raccolta differenziata
17. Proposte per l'agricoltura

 



1.

Art. 11 della costituzione


L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.

Abbiamo aperto il nostro Programma con la citazione dell'Art. 11 della Costituzione, ispirata ai valori della Resistenza, in quanto crediamo che ogni nostra azione non possa prescindere dal rifiuto di ogni tipo di guerra, ipocritamente umanitaria e non, un rifiuto anzitutto morale poiché non pensiamo che con i bombardamenti e con l'aggiungere lutti a lutti, si possano risolvere le controversie tra i popoli del nostro pianeta.

Crediamo ancora infatti che la guerra sia ancora oggi strumento di conquista e depredazione, scellerato atto di barbarie contro i popoli e gli Stati più deboli e che sia negazione della politica come essa è concepita nel nostro dettato costituzionale.

Ed è ad esso che in parte guardiamo oggi per la riaffermazione del ruolo dei Partiti, della democrazia organizzata nel quadro di una necessaria tensione dialettica tra le forze sociali antagoniste, per l’affermazione piena del diritto di sciopero ormai fatto a brandelli a partire dai governi di centrosinistra e per il ritorno al sistema proporzionale puro come unico sistema ampiamente democratico nel quadro di una democrazia parlamentare e rappresentativa. Ed è anche per queste fondamenta che ci sorreggono che Il Partito della Rifondazione Comunista concepisce il governo di una realtà locale come un momento chiave per una definizione e rinascita del concetto di politica come conflitto per l’affermazione di una alternativa politica e non mera amministrazione in cui perfetti burocrati si alternano nella cogestione del potere con i ceti dominanti. Il richiamo alla Costituzione è il richiamo dunque allo spirito della Resistenza, ma a quella del diretto protagonismo delle masse e degli scioperi operai e quindi ad una democrazia partecipata a partire dalle periferie, dai luoghi di lavoro, dalle scuole e perciò anche dalle realtà comunali.


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2.

Premessa

Il taglio dei trasferimenti e risorse ai Comuni che nella finanziaria del Governo Berlusconi ammonta a 700 milioni di euro, continua a produrre non solo un ridimensionamento qualitativo e quantitativo dei servizi essenziali, ma anche un aumento considerevole della pressione tributaria e tariffaria sui cittadini.

Il Patto di stabilità Interno, peggiora un simile contesto soprattutto per quanto riguarda i Comuni medio-piccoli. L'impegno a supplire alla drastica riduzione dei finanziamenti centrali e ad una generale contrazione della spesa pubblica viene, infatti, perseguito attraverso la riduzione dei costi nella gestione dei servizi pubblici, I'aumento del ricorso al finanziamento tramite prezzi e tariffe dei servizi a domanda individuale, I'inasprimento fiscale a livello locale, la dismissione di immobili pubblici: tutto ciò significa minori servizi e tariffe più alte, privatizzazioni, svendita del patrimonio immobiliare pubblico ed in definitiva la progressiva frantumazione della coesione sociale.

Le politiche di bilancio, il cambiamento del quadro legislativo e normativo di riferimento, hanno prodotto radicali cambiamenti del modo di essere e di operare delle autonomie locali, del loro rapporto con i cittadini, del loro stesso ruolo e funzione costituzionale. Assistiamo così all'aumento di potere di Sindaci e dirigenti, al quasi annullamento del ruolo dei Consigli, alla nascita di organismi di secondo grado (Holding, ...) che senza alcun mandato popolare confiscano ai Comuni funzioni importanti e decisive, al ricorso a forme di gestione esterna dei servizi e a un "no profit" svilito (se inserito in una logica di mercato) per rendere flessibile il rapporto di lavoro e talvolta per garantirsi consenso clientelare, alla privatizzazione dei servizi pubblici locali.

Si vuole così affermare un modello istituzionale funzionale ai processi della globalizzazione, subordinato agli interessi prevalenti del mercato e con caratteri sempre più plebiscitari e di delega, contrario, di conseguenza, a forme di democrazia partecipata e diretto ad eliminare il controllo dei cittadini assunti al ruolo di meri utenti.

Da queste premesse analitiche nasce il presente programma elettorale del Partito della Rifondazione Comunista come base di un lavoro politico sul territorio. Programma che nel contempo si propone di formulare precise indicazioni, in prospettiva amministrativa, comuni per l'intera zona e tese a perseguire una riappropriazione di funzione decisionale e di controllo da parte dei cittadini, a sviluppare e salvaguardare nuovi e acquisiti diritti sociali, ad introiettare nuove istanze culturali, a garantire lavoro non precario ed in ambiti nuovi, e su tutto questo costruire aggregazione politico-sociale, nuova unita, nuove prospettive in funzione di un progetto complessivo di società alternativa.


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3.

Tre questioni fondamentali per l'azione Politica del PCR a Fasano

  1. Lotta alla criminalità organizzata, attraverso una capillare rete di informazione dei fenomeni mafiosi. Realizzazione di progetti di “educazione alla legalità” nelle scuole, istituzione di un Osservatorio permanente sulla legalità da insediare presso il palazzo del boss D’Onofrio ora di proprietà del Comune. Questo centro dovrà dotarsi di ogni strumento necessario per studiare il fenomeno della criminalità organizzata, per denunciare gli intrecci tra mafia e politica e per promuovere una salda cultura antimafia.
  2. Lotta all’abusivismo edilizio e ad ogni scempio ambientale che dovrà concretarsi in ogni angolo del nostro territorio mediante tutti gli strumenti che la legge concede anche per la riduzione dei luoghi naturali e architettonici della nostra terra troppo martoriata da interessi speculativi che centrodestra e centrosinistra hanno sostenuto in consiglio Comunale nella passata consiliatura.
  3. Lotta al lavoro nero che si sostanzierà soprattutto dal punto di vista politico con un impegno a sostenere le lavoratrici e i lavoratori fasanesi in ogni vertenza, anche attraverso l’istituzione di un numero verde sul lavoro. Numero verde a cui potranno rivolgersi i lavoratori “a nero”, i precari e i flessibili per denunciare tutte quelle situazioni lavorative che mettono in discussione diritti fondamentali del lavoro e della dignità umana; diritti troppe volte calpestati a Fasano da un padronato emergente e dedito per professione ad uno sfruttamento bieco degli operai e del lavoro dipendente in genere.

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4.

Partecipazione

Il tema della partecipazione dei cittadini alle scelte politiche è tra quelli che riteniamo prioritari ed è anche quello che dovrebbe differenziare una forza politica di "sinistra" dalle altre.

Per partecipazione intendiamo che i cittadini interagiscano con l'Amministrazione Comunale non una volta ogni cinque anni eleggendo il Sindaco ed i Consiglieri Comunali, ma esprimendo le loro opinioni e le loro proposte ogni volta che deve essere assunta una decisione importante per la comunità. Occorre anche trovare gli strumenti per decidere insieme e per controllare, insieme, l'operato degli amministratori.

In concreto per Fasano proponiamo:

  • L'istituzione dei Quartieri per la realizzazione di Comitati partecipazione e di zona(in base agli art. 8, 9 e 11 dello statuto comunale), a seguito di regolari elezioni, con funzioni consultive obbligatorie, propositive e vincolanti rispetto a determinati atti e problemi del quartiere stesso.
  • La consultazione preventiva dei cittadini e dei soggetti interessati (anche attraverso referendum previsto dall’art. 13) sulle questioni più importanti (Piani territoriali, Centro Storico, servizi sociali, opere pubbliche di un certo impegno, ripartizione della spesa, ecc.).
  • La realizzazione di uno sportello per i cittadini che sappia registrare i problemi degli abitanti del comune e che sappia dare indicazioni concrete alla loro risoluzione, e che riceva petizioni e istanze di singoli e associati finalizzate alla risoluzione dei problemi della collettività.
  • L’approvazione di uno specifico regolamento nel quale si definiscono i criteri con i quali per determinati atti è obbligatorio l’apertura di una fase di partecipazione.
  • La pubblicazione di un periodico che renda trasparente la vita amministrativa, che dia voce ai cittadini. L'attuale periodico del comune - "Fasano Informa" - non è soddisfacente perché è sostanzialmente un organo di propaganda dell'amministrazione con uno spazio, una specie di ghetto, riservato ai partiti presenti in Consiglio Comunale. Bisogna realizzare un periodico più vivace, che sia un effettivo strumento di informazione e partecipazione della cittadinanza ed utilizzabile in modo democratico da associazioni, gruppi, partiti.
  • La realizzazione di una rete civica informatizzata per migliorare la trasparenza delle decisioni amministrative ma anche per realizzare un Forum di discussione (in base all’art. 14) in tempo reale sui problemi locali. Questi forum non dovranno concretizzarsi solo in internet, ma si dovrà fissare un calendario di incontri di un forum dei poteri democratici del quale dovranno far parte i consiglieri comunali, il difensore civico, i rappresentanti degli organi di partecipazione e delle associazioni operanti sul territorio, da tenersi periodicamente per la necessaria dialettica tra società e istituzioni e per una verifica dell’operato dell’amministrazione comunale.
  • La previsione di una rappresentanza di cittadini extracomunitari attraverso la costituzione di consulte o altri istituti democratici per favorirne l’interlocuzione con le istituzioni e la partecipazione attiva alle scelte di governo delle comunità locali.

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5.

Per una Politica di Redistribuzione del Reddito

Sempre più difficile diventa la costruzione di politiche di bilancio capaci di dare valide risposte ai problemi delle città e dei territori. La forte riduzione dei trasferimenti e il patto di stabilità, rappresentano difficoltà oggettive al mantenimento dei servizi, al finanziamento di progetti di sviluppo e a interventi anche coordinati con altri Enti sul territorio.

Ecco allora che la costruzione del bilancio è un elemento fondamentale per definire una seria politica redistributiva i cui punti essenziali possono essere:

  • Una progettazione proiettata ad acquisire risorse straordinarie della U.E. e di leggi nazionali (sostegno e incentivazione ad iniziative produttive, formazione professionale, recupero e riqualificazione urbana, patti territoriali ecc.) aprendo vere e proprie vertenze territoriali nei confronti degli enti superiori alle quali chiamare alla mobilitazione i cittadini stessi, recuperando laddove ne esistano le possibilità, una progettualità per aree più vaste del singolo comune attraverso forme dinamiche di associazione tra enti locali;
  • Un’azione tesa a ridurre spese non sufficientemente giustificate(consulenze esterne, progettazioni per opere pubbliche con finanziamenti incerti, ricorso eccessivo agli straordinari);
  • Una gestione economica del patrimonio disponibile (terriero, boschivo e immobiliare);
  • Un’azione tesa a promuovere una campagna per recuperare evasioni tributarie come ICI, rifiuti e altre imposte o tasse comunali, soprattutto quando ciò è riscontrabile da fonti e riscontri certi; soprattutto per l’ICI quando non è stata aggiornata la destinazione d’uso e la rendita catastale. È essenziale che tali iniziative di recupero non siano affidate a società esterne, che lucrano sugli aggi, in quanto le stesse, oltre a produrre un negativo impatto esterno (sui cittadini), non determinerebbero nessun effetto positivo sull’organizzazione del comune. È importante al contrario che il recupero dell’evasione si attui attraverso una riorganizzazione del sistema delle entrate teso a riqualificare le strutture e i procedimenti amministrativi dell’Ente, al fine di evitare che dopo “il passaggio degli accertatori esterni” si ricominci ad accumulare nuova evasione;
  • Va perseguita una politica tariffaria che tenti di introdurre elementi di salario minimo sociale al fine di favorire i disoccupati e quelle categorie particolarmente povere o sprovviste di redditi;
  • Sull’ICI deve essere avanzata una proposta articolata, tesa a ridurre la tassa sulla sola prima casa per redditi medi bassi ed aumentandola sulla seconda e terza casa;
  • Per i servizi a domanda individuale (asili nido, mense, trasporti, rette per anziani, ricoverati ecc.) va proposta la diversificazione dei contributi sulla base dei redditi familiari, anche attraverso accertamenti reddituali e patrimoniali.

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6.

Il Bilancio Comunale

La lotta all'evasione tributaria deve essere un pilastro portante per le amministrazioni locali. La finalità di questo grande impegno non è solo legata a un obiettivo di giustizia sociale, ma anche a quello di individuare uno strumento essenziale nel reperimento delle risorse necessarie, alternativo ad aumenti tariffari, aggravi fiscali e dimissioni di servizi, strumento funzionale ad un abbattimento dei costi sulla prima casa (ICI e tassa dei rifiuti) ed alla drastica diminuzione delle casa sfitte.

Proponiamo conseguentemente, di:

  1. fare dei bilanci un occasione di partecipazione democratica organizzando momenti di confronto con la cittadinanza e le forze sociali in previsione della loro redazione e quindi garantendo, una volta tradotti in linguaggio semplice e comprensibile a tutta la popolazione, la loro capillare pubblicizzazione;
  2. garantire la massima trasparenza in fatto di utilizzo del denaro pubblico fornendo rapporti dettagliati per quanto riguarda la spesa sociale, nonché le convenzioni con imprese private, associazioni "no profit", professionisti consulenti, o quanti altri effettuino prestazioni per contribuire a diminuire il peso tributario e tariffario sui cittadini.
  3. lottare contro l'evasione dei tributi comunali anche attraverso un censimento del patrimonio immobiliare che permetta altresì una verifica dell'utilizzo a cui gli immobili stessi sono destinati;
  4. realizzare un osservatorio permanente sulle emergenze sociali presenti sul territorio allo scopo sia di programmare interventi capaci di alleviare il disagio che di valutarne l'efficacia o bloccare ogni svendita del patrimonio pubblico al fine di far cassa e individuare programmi di nuovo utilizzo sociale;
  5. promuovere politiche per l'accoglienza basate sulla garanzia di uguaglianza di diritti nell'accesso ai servizi fra tutti i soggetti.

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7.

Per una cultura della Solidarietà

Per solidarietà intendiamo che tutti i cittadini devono dare alla comunità in rapporto alle proprie capacità e alle proprie risorse, senza egoismi e chiusure sociali o di gruppo.

  • Il Comune dovrà dare di più a chi ha di meno.
  • Il Comune non può mantenersi neutrale sulle questioni sociali.
  • Il Comune è la casa di tutti, soprattutto di coloro che hanno di meno, meno risorse, meno cultura, meno parola.
  • Il Comune non è il luogo riservato solo ai cittadini più abbienti, a coloro che hanno affari da combinare, a coloro che hanno già tutto, come oggi troppo spesso succede.

La pratica della cultura della solidarietà rientra nella nostra identità ed è fondata non su un pietistico e caritatevole aiuto ai "poveretti" e diseredati, ma sul concetto fondamentale che ogni essere umano è uguale all'altro.

La nostra società è invece costruita attorno ad un archetipo che possiamo definire: maschio, adulto di razza bianca, sano, produttore, consumatore.

Tanto più ci allontaniamo da questo paradigma tanto più l'organizzazione della società è incapace di immaginare, di adattarsi, di ridefinirsi attorno ad una comunità che invece è ben più articolata, più multiforme, multisessuata, multigenerazionale, multirazziale, in sostanza ben più ricca.

Il modello che si basa su questo paradigma è fallito, non ha potuto e non può interpretare la geografia di una società complessa ormai articolata (ma non governata) sulle diversità e sulle esclusioni, sulle diverse modalità di sfruttamento, di integrazione-esclusione, di contraddizioni bianco/nero, uomo/donna, giovane/vecchio, sano/malato, etero/omosessuale, dipendente da alcol o nicotina piuttosto che da eroina o caffè.


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8.

Immigrazione e politiche per la casa

L’immigrazione è uno dei temi sociali che permettono alle forze di destra di prosperare mistificando e strumentalizzando un problema reale.

Non servono né prediche né generici richiami alla solidarietà: non si riuscirebbe in questo modo a fermare l’ondata xenofoba. L’immigrazione è, infatti, un problema economico-sociale connesso col mercato del lavoro. La stragrande maggioranza degli immigrati cerca un lavoro e molti, in questa situazione, cadono nel circuito del lavoro nero o della delinquenza comune proprio a causa della situazione di clandestinità in cui sono costretti.

Inutile e controproducente predisporre legislazioni repressive ed è invece necessario programmare l’accoglienza.

Bisogna inoltre rendersi conto, a livello culturale, che la società futura sarà multietnica e multiculturale.

Alcune prime proposte operative per l'integrazione degli immigrati extracomunitari e non:

  • Un censimento che permetta poi la realizzazione di servizi (quali per esempio una consulenza legale, un insegnamento linguistico, un punto di socializzazione e di incontro, un dispensario medico) adeguati alla dimensione del problema.
  • Per quanto riguarda l'abitazione siamo decisamente contrari alla creazione di ghetti, ma vediamo come soluzione positiva la locazione detassata degli alloggi sfitti esistenti per promuovere la loro assegnazione a tutti coloro che non hanno casa affinché nessuna persona resti senza casa e nessuna casa senza persona.

Infatti il proliferare della rendita urbana parassitaria ed il fatto che in Italia (a differenza del resto dell'Europa) il mercato edile è sempre stato completamente in mano ai privati e quindi rivolto non certo a soddisfare la domanda sociale di case, ma a realizzare il massimo profitto, ha contribuito in maniera decisiva al prodursi di questa situazione inaccettabile.

Ecco perché le amministrazioni sono piene di professionisti dell'edilizia...costoro non fanno altro che portare avanti i propri interessi.

Il problema della casa si configura dunque come problema essenzialmente politico, di fronte al quale c'è un'unica posizione possibile: salvaguardare gli interessi dei lavoratori e delle categorie più deboli. L’amministrazione comunale dovrà dunque, rispetto ai poteri dello Stato e della Regione:

  • Rivendicare la casa come servizio sociale.
  • Difendere e rilanciare l’Edilizia Residenziale Pubblica sulla base di un Piano Casa
  • Esenzione dall’ICI per la prima casa di residenza.
  • Aumento dell’ICI sugli alloggi sfitti e premi fiscali per chi li immette sul mercato.
  • Immettere sul mercato gli alloggi di proprietà comunale disabitati, da restaurare o in fase di restauro, ad affitto equo.
  • Incentivare la cooperazione edilizia ed in particolare di quella a proprietà indivisa.

A livello comunale nulla è stato fatto in questi ultimi anni di amministrazione di centro - sinistra ed è questa una delle principali ragioni di scontento da parte di Rifondazione Comunista. È dunque necessario riaffermare questi obiettivi:

  • Recuperare a scopi prevalentemente abitativi e commerciali il centro storico e le abitazioni degradate.
  • Censire gli alloggi sfitti.
  • Istituire un'Anagrafe dei contratti (per impedire abusi da parte dei proprietari)
  • Sviluppare l'edilizia pubblica.
  • Controllare i requisiti per aver diritto agli alloggi comunali.

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9.

Tutela degli Animali

Fasano si è contraddistinta più volte per fatti di cronaca legati al maltrattamento di animali. La questione, di qualche anno fa, dei cani abbattuti dalla ASL, che portò lo stesso Sindaco uscente a rispondere alle accuse di maltrattamenti in una popolare trasmissione televisiva, oltre che davanti ad un giudice; così come gli ultimi servizi televisivi sul canile di Fasano, hanno chiaramente dimostrato l’assenza di una, seppur minima, sensibilità animalista nella nostra città, e in particolare in chi ci ha amministrato fino a ieri .

Una città in cui gli animali sono utili solo in quanto possibile fonte di profitto (vedi lo zoo), lo dimostra anche la convenzione milionaria che il Comune di Fasano ha stipulato con una società (stranamente legata all’ex sindaco Donato De Carolis, lo stesso “animalista” di cui sopra), convenzione che non tiene conto di una legge regionale che invece invita i comuni a dotarsi di una struttura comunale da affidare alla gestione di associazioni animaliste o di cooperative senza fini di lucro.

Contro tutto questo noi intendiamo realizzare una serie di progetti di informazione e di sensibilizzazione sul problema del randagismo, e di aiuto (anche economico) per tutti coloro che vorranno prendersi cura degli animali meno fortunati.

L’Amministrazione Comunale, dovrà impegnarsi nella costituzione di un numero verde e di un ufficio di Tutela degli Animali che si occuperà principalmente di:

  • Effettuare un censimento della popolazione canina del Comune, rendendo effettivo l’obbligo del microchip e l’iscrizione all’anagrafe canina per tutti i cani di proprietà.
  • Convenzionarsi con un veterinario per l’inserimento dei microchips anche a domicilio (in modo da semplificare l’attuale prassi), e per eventuali interventi di emergenza ad animali investiti o vittime di violenza.
  • Promuovere una campagna di sensibilizzazione sul problema del randagismo, promovendo la nascita dei cosiddetti “cani di quartiere”.
  • Realizzare un canile/gattile comunale affidato alla gestione di enti o associazioni protezionistiche prive di scopi di lucro, come previsto da una legge nazionale (L. n° 291/91).

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10.

Politiche per il lavoro

La produttività è aumentata enormemente ma, mentre sono triplicati i profitti dei padroni, i salari reali sono invece cresciuti ad un tasso inferiore all'inflazione e ciò deriva anche dagli errori dei sindacati confederali.

Troppo si è subito in questi anni a causa della "crisi", della ristrutturazione delle aziende,troppo poco si è riusciti a fare per evitare il prevalere delle logiche di impresa, del profitto e dello sfruttamento.

Tra i punti qualificanti che noi proponiamo ci sembra importante segnalare, vista la situazione di Fasano, la situazione dei lavoratori delle piccole aziende.

Si tratta di migliaia di persone cui sono negati i più elementari diritti sindacali e per i quali esiste ancora la possibilità del licenziamento senza giusta causa da parte del padrone.

Per quanto riguarda Fasano crediamo che un'amministrazione comunale attenta ai bisogni dei lavoratori possa fare molto.

  • Pensiamo al sostegno che si potrebbe offrire alle cooperative di lavoro nel campo della produzione di beni e servizi (facendo però attenzione che non si tratti di un modo per eludere i diritti dei lavoratori col trasformarli in finti comproprietari).
  • Pensiamo inoltre che l'ente pubblico, essendo il più grosso datore di lavoro dovrebbe finalmente cominciare a dare il buon esempio nel coprire tutti i posti in organico, sfruttando tutte le opportunità che offre la legge e, soprattutto, evitando il ricorso agli incarichi professionali che spesso nascondono assunzioni clientelari.
  • L'Ente pubblico dovrebbe inoltre avere una politica di espansione dei posti di lavoro basata anche sull'abbassamento dell'orario di lavoro, sul contenimento degli straordinari e sul controllo delle ditte appaltatrici che spesso non effettuano assunzioni regolari o non ottemperano alle norme di sicurezza.
  • Va posto con forza l'obiettivo per l'Amministrazione Comunale di difendere il lavoro esistente puntando alla nascita e allo sviluppo di servizi alle piccole imprese e all'artigianato, che possono determinare una nuova e qualificata occupazione.
  • Anche la formazione professionale è un compito che il Comune può contribuire a realizzare, in collaborazione con altri livelli istituzionali (Provincia e Regione).
  • Rapporto con le associazioni sindacali dei lavoratori per realizzare un osservatorio del lavoro e un numero verde.
  • Realizzazione di un centro servizi a sostegno delle piccole aziende e dell'artigianato.
  • In un territorio dove i problemi dell'ambiente sono pressanti, il tema del lavoro deve essere affrontato anche sul versante dei lavori socialmente utili, da indirizzare al risanamento dell'ambiente ed ai servizi alla persona. Occorre anche continuare a favorire la crescita di cooperative e associazioni di giovani, di disoccupati, di cassaintegrati, di portatori di handicap che si occupino di questi nuovi lavori.

In merito alla questione degli interventi a sostegno dei giovani e dei lavori socialmente utili di cui attualmente si sente poco parlare è necessario che l’Amministrazione Comunale ponga in essere ogni forma di pressione affinché la Regione istituisca forme di incentivazione per imprese ed enti locali relative a:

  • Progetti di promozione culturale.
  • Servizi di tutela ambientale.
  • Servizi di manutenzione e gestione di impianti pubblici a destinazione collettiva.
  • Servizi comunali.
  • Prevenzione del disagio giovanile.
  • Interventi a sostegno degli alcolisti, tossicodipendenti, detenuti, nomadi, immigrati extracomunitari.
  • Assistenza agli anziani, ai portatori di handicap e dei minori, a domicilio e presso i centri sociali.
  • Inserimento di giovani in aziende artigiane.

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