Circolo Peppino Impastato
 
 
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Il nostro programma elettorale (12 aprile 2002)



1. Art. 11 della costituzione
2. Premessa
3. Tre questioni fondamentali per l'azione Politica del PCR a Fasano
4. Partecipazione
5. Per una Politica di Redistribuzione del Reddito
6. Il Bilancio Comunale
7. Per una cultura della Solidarietà
8. Immigrazione e politiche per la casa
9. Tutela degli Animali
10. Politiche per il lavoro
11. Servizi Sociali
12. La Scuola Pubblica
13. Turismo, Cultura e Ambiente
14. Insediamenti Rupestri
15. Recupero e valorizzazione del litorale
15.1. Inquinamento dovuto agli scarichi dei reflui urbani, industriali e degli insediamenti turistici
15.2. Erosione del litorale sabbioso
15.3. Abusivismo dilagante
16. Raccolta differenziata
17. Proposte per l'agricoltura

 



11.

Servizi Sociali

Aggirato, con la legge Turco, l’art. 38 della Costituzione che stabilisce e riconosce l’assistenza come diritto, indicando nello Stato il garante del diritto stesso, oggi il diritto all’assistenza non è più certo ed esigibile. Le Regioni saranno chiamate a fissare, i criteri, indirizzi e vincoli per l’organizzazione e gestione dei servizi e amministreranno i fondi trasferiti dallo Stato senza l’obbligo di garantire l’assistenza a chi ne ha bisogno. In questo quadro e nella prospettiva di una pronta risposta ai nuovi bisogni sociali ed al diffondersi preoccupante della povertà, proponiamo di:

  1. potenziare forme di assistenza come il telesoccorso o, meglio, il telesoccorso video, I'igienizzazione degli assistiti e la pulizia delle loro abitazioni (I’ente locale può promuovere, come consentito dalla legge, cooperative ad hoc ovvero stipulare convenzioni) il servizio mensa e la garanzia del riscaldamento, nonché forme di assistenza extra-domiciliare quali enti ricreativi diurni (aperti ai giovani), gite e vacanze estive: tali tipologie di assistenza dovranno essere rivolte gratuitamente ad anziani (singoli o in coppia) soli e bisognosi, ad anziani con figli handicappati e previo contributo, a tutti gli altri ultra sessantacinquenni, onde evitare le rette proibitive delle Case di riposo.
  2. promuovere forme di assistenza domiciliare per famiglie con figli colpiti da gravi handicap fisici o psichici. Realizzare dei "centri" per l'handicap attraverso finanziamenti di progetti, da promuovere in collaborazione con gli operatori del settore (Associazioni, cooperative, ecc…), insistendo sui caratteri didattici dei “centri” stessi, anche attraverso momenti ricreativi esterni (piscina, equitazione, visite...) prevedendo contributi per le famiglie che devono adattare le proprie abitazioni alle esigenze dei propri figli (ascensori, scivoli, …)
  3. per i migranti è necessario agevolare “reti locali di intervento e sostegno”, operare per i ricongiungimenti familiari, che sono il primo livello di integrazione e socializzazione; lavorare su “piani di accoglienza”, con piccoli centri di prima accoglienza, studiando nel contempo, prime vere opportunità abitative. Molto interessante, a tale proposito, sono i corsi di formazione per i migranti orientati alla cura dei cittadini anziani. Il tutto nel rapporto stretto con le comunità straniere.
  4. Il fenomeno della tossicodipendenza è in evoluzione qualitativa ma è difficile dire se, quantitativamente, stia regredendo o prorompendo. Di sicuro aumenta l’età di chi assume stupefacenti cambiano le abitudini e le modalità di consumo, e sono apparse nuove sostanze. Vanno attivate, non politiche punitive o proibizionistiche, ma politiche di informazione, prevenzione e riduzione del danno con: unità di strada, servizi di accoglienza e ascolto, programmi di recupero con sostanze sostitutive, macchine scambia siringhe.

Sullo sviluppo del terzo settore le nostre proposte sono integrative ai servizi pubblici locali, non sostitutive, in grado di articolare e valorizzare lo Stato sociale.

Devono quindi essere fissati alcuni principi su cui regolare il rapporto tra Enti locali e Terzo Settore:

  1. i soggetti svantaggiati non possono essere scaricati, nell’inserimento lavorativo, sulla cooperazione sociale. L’Ente locale deve coprire ai sensi di legge, nelle percentuali previste, i posti lavorativi previsti rispetto alla pianta organica;
  2. l’Ente locale non può abdicare al suo ruolo rispetto ai servizi, affidandone completamente gestione ed erogazione al privato sociale o al volontariato, il quale può essere integrativo ma non sostitutivo;
  3. l’affidamento alle cooperative sociale non deve avvenire tramite gare al massimo ribasso che produrrebbero solo effetti di compressione dei salari dei lavoratori, aumento del lavoro nero ed una caduta della qualità e della quantità dei servizi. Anzi, va garantita, in convenzione, la condizione del rispetto dei minimi contrattuali ed in caso di violazione la rescissione del contratto.

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12.

La Scuola Pubblica

Nel momento in cui la scuola diviene uno dei momenti fondamentali nel processo di destrutturazione sociale, da una sua basilare funzione democratica e pluralista nella formazione dei singoli e della conoscenza collettiva ad un futuro di mero servizio alla "produzione", diviene assolutamente prioritario compiere scelte programmatiche contrarie, nel rispetto dei dettami costituzionali, a qualsivoglia tentativo o formula di finanziamento pubblico delle scuole private.

Le Amministrazioni comunali devono promuovere e sostenere tutti quei programmi di forte raccordo con il territorio.

Occorre pertanto:

  1. ristrutturare le scuole esistenti ammodernandone i locali e rendendole funzionali, fruibili e sicure;
  2. Rilanciare la politica dei servizi pubblici all'infanzia (asili nido e centri di sperimentazione per l'infanzia);
  3. rendere effettivo il diritto allo studio nelle scuole pubbliche garantendo l'uso gratuito di alcuni servizi esclusivamente per le fasce sociali bisognose(trasporto, mensa...) anche quando ciò si renda necessario per la frequenza scolastica e destinare risorse per combattere i fenomeni di abbandono precoce degli studi;
  4. valorizzare le scuole pubbliche, innanzitutto quelle dell'obbligo, con progetti didattici finalizzati all'arricchimento del processo di apprendimento delle giovani generazioni (ammodernare il parco computer, estenderlo ed introdurre la navigazione in Internet, consolidare ed ampliare la prassi degli "scambi linguistici ed interculturali " tra studenti italiani ed esteri esperienze extra-scolastiche riguardo alle bio-tecnologie allo viluppo eco-sostenibile…). Per questa via, la nostra tenace opposizione ad ogni ipotesi di accorpamento indiscriminato dei plessi scolastici, difendere il legame di quest'ultima con il territorio;
  5. promuovere nelle scuole, nella prospettiva della formazione permanente e del recupero della memoria storica seminari sulla storia del '900 ed in particolare sugli orrori del totalitarismo nazista e sulla lotta antifascista, quest’ultima fondamento della nostra democrazia, nonché studi comparativi fra una storia passata e vissuta dalle nostre terre e le nuove ingiustizie che si consumano nel mondo: in questa ottica si devono inserire anche le politiche dei gemellaggi, troppo spesso mosse da meri interessi economici o pseudo affinità culturali;
  6. sviluppare e diffondere l'esperienza delle ludoteche, esperienza da rivolgere soprattutto agli adolescenti permettendo loro, così, di trovarsi (grazie anche a laboratori di musica, teatro, fotografia, cinema...) un'alternativa formativa ed informativa (droga, AIDS, diritti/doveri, pari opportunità, nonviolenza, accoglienza del diverso...) rispetto alla solitudine della strada o dei video games. Tali laboratori preferibilmente affidati alla gestione di cooperative di giovani, saranno rivolti soprattutto a bambini e ragazzi che vivono situazioni di forte disagio sociale;

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13.

Turismo, Cultura e Ambiente

La rivalorizzazione del sito archeologico di Egnazia e degli insediamenti rupestri.

Considerato che le autonomie locali, da sole non sono in grado di rispondere ai problemi del turismo, dell’ambiente e dell’occupazione, ne consegue che il Comune nel riprogettare i percorsi dello sviluppo deve attivare progetti capaci di fare scendere in campo anche altri soggetti istituzionali e sociali coinvolgendoli in una programmazione di governo del territorio.

Per questo Rifondazione Comunista pensa alla promozione di una convenzione con l’Università degli Studi di Bari, la Soprintendenza Archeologica pugliese, il Museo di Egnazia e la Provincia di Brindisi, in cui il Comune sia motore trainante, per la prosecuzione degli scavi archeologici nel sito di Egnazia nell’ambito di un più vasto progetto di valorizzazione storica, artistica e culturale di uno dei più importanti luoghi storico archeologici del mezzogiorno d’Italia.

Questo progetto dovrà essere finalizzato alla messa in luce dell’antico foro romano ed alla creazione di un parco archeologico subacqueo (quest’ultimo sarebbe il secondo esempio al mondo). La riscoperta del foro, oltre all’enorme valore archeologico e di potenziamento dell’offerta turistica, consentirebbe l’apertura di un cantiere culturale che ogni anno, almeno da aprile a settembre, dovrà rappresentare il fiore all’occhiello del turismo culturale ed ecologico dell’intera Regione. L’intero sito potrà ospitare, così, manifestazioni ed eventi teatrali, cinematografici, musicali e di spettacolo in una delle cornici paesaggistiche e d’arte più suggestive del nostro sud. Per la realizzazione di tali eventi sarà necessaria la costruzione di strutture mobili (anfiteatro, infoshop, biglietterie, punti di ristoro) e l’allargamento dei servizi ai turisti nell’ottica di un turismo eco-compatibile che possano rimettere in moto l’economia e l’artigianato locale.

A questo progetto ambizioso che faccia di Egnazia la Siracusa della Puglia, in un connubio di arte, storia e natura irripetibili, si aggiunge l’inevitabile scatto in avanti nella creazione di posti di lavoro qualificati (architetti, storici, archeologi, addetti alla manutenzione, ecc.)

Inoltre l’idea di dar vita a un parco archeologico subacqueo lungo il litorale dell’antica città di Egnazia nasce dall’esigenza di presentare una valida alternativa ad altri e poco adeguati progetti di sfruttamento del territorio ad essa circostante, come il nascente campo da golf che si nutrono di finanziamenti miliardari dello Stato i quali sarebbero meglio destinati a programmi di riqualificazione del territorio.

Il progetto presuppone l’utilizzo di metodologie costruttive non distruttive, ma di conservazione e valorizzazione del paesaggio; inoltre costituisce una reale possibilità di creazione di occupazione diretta e indotta, e a tempo indeterminato. Innanzitutto, appare necessaria la realizzazione di un progetto già esistente che riguarda la modifica del tratto stradale che unisce la località di Savelletri e il Capitolo. Questa divide in due parti la zona archeologica vincolata impedendo la visione d’insieme del sito e limitandone la fruizione. La strada dovrebbe volgersi verso l’interno e passare attorno al sito consentendo un più agevole ingresso al museo.

Il parco archeologico subacqueo ha come obiettivo quello di rendere manifesta un’antica attività e realtà del territorio: la vocazione marittima e commerciale degli antichi progenitori. Si pensa quindi, alla realizzazione di percorsi terrestri e subacquei attraverso cui, grazie alla guida di personale competente, si potranno scoprire elementi finora poco noti. I percorsi subacquei sarebbero un interessante e nuovo modo per scoprire l’archeologia attraverso pontili galleggianti ancorati mediante corpi morti e “catenari” e con idonee installazioni e natanti dalla chiglia trasparente si potrebbero rendere fruibili i resti subacquei anche ad un pubblico non specialistico. Da questa sommaria presentazione del progetto consegue la necessità di richiedere manodopera generica e specializzata per garantire il perfetto funzionamento delle strutture subacquee, addetti alla sicurezza degli impianti, istruttori e guide subacquee, accompagnatori turistici lungo i percorsi subacquei e terrestri appositamente studiati.


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14.

Insediamenti Rupestri

Alla luce del progetto approvato dalla Regione nel settembre 2001, con la previsione di un finanziamento di oltre un miliardo da integrare con fondi comunali, si rende necessario il recupero funzionale-architettonico, artistico e vegetazionale di Lama d’Antico, Lama S. Giovanni e Lama S. Lorenzo, che costituiscono dei veri e propri gioielli storici e culturali del territorio di Fasano. In quella che può essere considerata una fragile nicchia di bellezza in cui arte e natura convivono da secoli, la negligenza e il lassismo di tutte le amministrazioni passate hanno permesso la distruzione e lo scempio di tesori artistici, affreschi, esempi di architettura religiosa bizantina e medioevale e, in buona sostanza, di un patrimonio costitutivo della nostra civiltà.

Prima che il disastro sia irreparabile Rifondazione Comunista propone, in aggiunta al progetto originario,la costruzione di un parco botanico-archeologico che abbia l’intento di ripristinare l’habitat naturale delle lame anche attraverso la ripiantumazione delle specie vegetali caratteristiche del luogo per ridare splendore ad uno dei posti più pittoreschi della nostra comunità territoriale. È altresì urgente lo sgombro e la conseguente espropriazione a fini di pubblica utilità dell’area dismessa di autodemolizione, già chiusa per pericolo ambientale, che si affaccia sugli insediamenti, minandone così il decoro e la bellezza, per ricavarne una zona di servizi ai turisti e di miglioramento della viabilità e dell’accesso alle Lame. Così come per Egnazia anche per gli insediamenti rupestri diviene fondamentale coniugare il recupero della memoria storica con il rilancio culturale, ad esempio reinventando questi luoghi come contenitori per mostre d’arte, esposizioni, eventi religiosi e letterari.

Si potrebbero collegare così, in una rete ineguagliabile per i comuni limitrofi, tutte le bellezze della nostra terra come Egnazia, le masserie, le lame, il minareto, in un ininterrotto percorso turistico da promuovere ampiamente con tutte le iniziative adeguate a livello pubblicitario. Si potrebbe attuare così anche un piano occupazionale rivolto in particolare ai giovani laureati e non che troverebbero un adeguata soddisfazione in lavori particolarmente qualificati e programmati dall’amministrazione pubblica. Ristabilire in pieno l’armonia tra l’arte, la natura e l’uomo, puntando sul riassetto del territorio e sulla sua cura e conservazione, diventa un obiettivo prioritario sia per introdurre una alternativa al “partito del mattone”sia per evitare che anche il sud diventi una orribile fotocopia delle aree industriali e commerciali che proliferano ad esempio nel nord-est d’Italia.


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15.

Recupero e valorizzazione del litorale

L’atteggiamento speculativo, il perseguimento di interessi particolari ed affaristici e, contestualmente, il disinteresse che in questi ultimi decenni le varie amministrazioni hanno costantemente portato avanti, rendono la questione della tutela costiera una vera emergenza ambientale. In tale prospettiva le problematiche più urgenti sono:

  1. Inquinamento dovuto agli scarichi dei reflui urbani, industriali e degli insediamenti turistici;
  2. Erosione del litorale sabbioso;
  3. Abusivismo dilagante.

15.1

Inquinamento dovuto agli scarichi dei reflui urbani, industriali e degli insediamenti turistici

Questa forma di deterioramento ambientale è strettamente correlata allo sviluppo demografico, soprattutto quando questo si attua in uno stato di completa anarchia così come è avvenuto a Torre Canne nell'ultimo decennio. Le zone maggiormente interessate a questo tipo di problemi sono quelle che ricevono scarichi urbani da aree fortemente antropizzate, sprovviste di infrastrutture adeguate (fogna, trattamento dei reflui ecc.) così come succede sul litorale di Torre Canne durante la stagione estiva.

Tale situazione potrà sicuramente migliorare con il completamento della fogna, che da anni viene promesso, ed il buon funzionamento del depuratore a patto che cessi il regime di anarchia sull'edilizia privata e sugli scarichi abusivi. Per questo riteniamo non più tollerabile alcun abuso edilizio, ma nel frattempo è necessario sicuramente un monitoraggio continuo sulla stato di balneabilità delle acque antistanti Torre Canne per poter intervenire qualora ce ne fosse bisogno.

Ad aggravare la situazione ambientale lungo la costa fasanese sono gli scarichi industriali (in primo luogo quelli della Panittica). Non si può più sottacere il grave intreccio politico e finanziario che ha permesso per anni che tale azienda inquinasse il litorale senza colpo ferire. Studi scientifici (Prof. A. Matarrese – Università di Bari del 2001) se pur parziali hanno acclarato che gli scarichi di tale azienda hanno inquinato e, nonostante le modifiche effettuate recentemente con finanziamenti pubblici, continuano a deteriorare un litorale di indubbio valore ambientale e turistico. Tale situazione va affrontata con decisione, obbligando l’azienda in questione ad effettuare a sue spese le modifiche necessarie sugli scarichi, con trattamenti adeguati sui reflui.

15.2

Erosione del litorale sabbioso

Sul fronte dell'erosione, tale fenomeno va studiato e approfondito attentamente per conoscere l'esatta entità del problema i cui effetti sono già visibili. Soluzioni affrettate come la costruzione di barriere artificiali a mare se non supportate da un precisa conoscenza ambientale (maree, correnti ecc.) rischiano di essere inutili o addirittura dannose.

Nel frattempo, vanno perseguite, utilizzando le leggi già esistenti, le situazioni di illegalità: distruzione completa o parziale delle dune per far posto a insediamenti turistici più o meno legali, costruzioni abusive sulla costa, asportazione di sabbia dalle spiagge. Infatti il problema dell’erosione è dovuto anche alla distruzione delle dune, difese naturali contro l'erosione delle spiagge. Per questo, tra l’altro, proponiamo che parta subito il progetto (perimetrazione, ente gestionale ecc.) dell’area protetta di Fiume Grande prevista nei S.I.C., con l’Amministrazione Comunale fasanese impegnata in prima fila su tale progetto di protezione. Quindi un cambio netto di atteggiamento dell’Amministrazione pubbllica che finora ha frenato, se non osteggiato apertamente, la creazione del parco regionale a protezione delle dune e delle zone umide.

Abbiamo tentato di sintetizzare in otto punti le azioni necessarie per la conservazione delle dune e, laddove fosse necessario, per la loro ricostruzione:

  1. Abbattimento delle strutture che deturpano il paesaggio e ostacolano l’accumulo di sabbia necessaria per la formazione della duna.
  2. Creazione di luoghi di ristoro che siano dal punto di vista architettonico e igienico sanitario, rispettosi dell’ambiente naturale circostante.
  3. Chiusura delle dune tagliate con residui di potatura per favorire l’imbrigliamento della sabbia.
  4. Nei punti in cui la duna è stata danneggiata o distrutta bisognerà accumulare sabbia prelevandola, a seconda dei casi, o dal fondale marino prossimo alla riva oppure dalla zona posteriore alle dune stesse.
  5. Installazione di ponticelli di legno lungo i varchi naturali per evitare i danni da calpestio e favorire il passaggio dei turisti lungo i percorsi obbligatori indicati dalla segnaletica.
  6. Pulizia periodica della spiaggia da effettuarsi manualmente e non con i trattori che abbassano il profilo della spiaggia ed eliminano i resti dell’alga Poseidonia oceanica che è la fonte principale di microrganismi per la formazione della sabbia.
  7. Intervento del Corpo Forestale e di specialisti per il ripristino graduale delle specie vegetali tipiche della zona.
  8. Organizzazione di una campagna pubblicitaria e di sensibilizzazione rivolta a tutti i cittadini.

15.3

Abusivismo dilagante

L’abusivismo (edilizio, scarichi, asportazione di sabbia, distruzioni di dune ecc.) come già esposto nei punti precedenti è la causa principale di degrado, di mancato sviluppo ecc. La lotta a tale fenomeno deve essere senza quartiere. Il Comune con tutti i mezzi a disposizione deve effettuare un’opera di monitoraggio di tutti gli abusi sulla costa, iniziando con gli abbattimenti delle costruzioni abusive, e non più con il tollerare abusi piccoli e grandi i cui costi sociali e ambientali sono enormi.

Nell'indicare tali interventi come prioritari siamo coscienti di essere parziali, dato che il problema della fascia costiera va sicuramente affrontato in maniera più globale. Il riassetto urbano di Torre Canne, il rilancio di attività come la piccola pesca, la gestione pubblica e non privata del porto e dell'aria antistante il porto di Torre Canne e Savelletri, il rispetto delle concessioni demaniali, la riorganizzazione degli accessi alle spiagge, sono nodi che la nuova Amministrazione comunale deve affrontare con un progetto unitario da concordare con tutte le parti sociali coinvolte e da realizzare in un medio-lungo termine. Infatti, riteniamo che proprio la mancanza di progettualità abbia portato a inutili o addirittura dannosi palliativi ; riteniamo perciò urgente la formazione di una Speciale Commissione Comunale con specifiche competenze tecnico-scientifiche e con rappresentanti di tutte le forze sociali ed economiche. Tale Commissione deve impegnarsi nel:

  • tracciare le linee progettuali per lo sviluppo ed il rilancio di Torre Canne e Savelletri e, più in generale, di tutta la fascia costiera fasanese
  • indicare i modi e i mezzi finanziari per la realizzazione di tale lavoro progettuale. In modo da fare della fascia costiera il volano di sviluppo economico e sociale per l'intero Comune.

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16.

Raccolta differenziata

La raccolta differenziata nel nostro comune non è mai stata una pratica diffusa, ogni azione delle passate amministrazioni in tal senso è fallita. Le percentuali della raccolta differenziata nel nostro comune sono ancora troppo basse.

Per questo l’Amministrazione dovrà mettere in atto una serie di iniziative innovative dirette a limitare la produzione dei rifiuti ed a favorirne il riutilizzo, il riciclaggio ed il recupero;

L’obiettivo è di raggiungere la percentuale minima del 35% di raccolta differenziata prevista dal Decreto Ronchi (22/97) a partire dal sesto anno di entrata in vigore del decreto stesso.

Per realizzare questo obiettivo proponiamo un progetto innovativo per Fasano: il progetto, detto di "Sacchettizzazione preventiva " - che ha avuto applicazioni già in altre realtà - prevede i seguenti passaggi:

  • Raccolta dei rifiuti col sistema a domicilio presso l'utenza, sia domestica che non domestica;
  • Raccolta differenziata secco/umido;
  • Raccolta attraverso sacchetti per l'umido e sacchetti per il secco indifferenziato prepagati e obbligatori;
  • Vantaggi per l'acquisto dei sacchetti prepagati per l'umido;
  • Penalizzazione economica per l'acquisto di sacchetti prepagati per il secco indifferenziato;
  • Eliminazione dei cassonetti dell’attuale raccolta indifferenziata;
  • Potenziamento della quantità dei contenitori per la raccolta della frazione secca differenziata (carta, vetro, alluminio, PET, etc.);
  • Sanzioni pecuniarie di grossa entità per coloro che, non usando i sacchetti prepagati obbligatori, smaltiscono i propri rifiuti nei posti non autorizzati;
  • Agevolazioni per coloro che effettuino la differenziazione spinta portando i materiali presso i luoghi prestabiliti;
  • Convenzioni con gli esercizi commerciali e la grande distribuzione, che in cambio di accoglimento in proprie isole ecologiche di materiali di imballaggio dei prodotti (bottiglie, carta, etc.) offriranno buoni sconto sugli acquisti;
  • Velocizzazione dei processi di prelevamento dei rifiuti ingombranti.

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17.

Proposte per l'agricoltura

Se il bene più grande di cui disponiamo, ma del quale non siamo padroni a nessun titolo, può essere sintetizzato nelle due parole terra e territorio, ecco che l’attività di una Amministrazione Pubblica deve innanzitutto concentrare ogni suo sforzo a salvaguardare la prima ed a fare conoscere e promuovere la seconda.

Partendo da quest’ultima, è indubbio che le attività degli agriturismi giocano un ruolo indispensabile per Fasano ed è per questo che l’Amministrazione dovrà attivarsi in sinergia con essi organizzando manifestazioni culturali di notevole richiamo per illuminare le bellezze architettoniche, ambientali, gastronomiche della nostra città, stipulando a tal fine convenzioni che prevedano la pubblica cooperazione solo per quelle aziende che alla luce del sole rispettino tutti i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici da esse impiegati.

Una delle attività più significative che un’amministrazione pubblica dovrebbe intraprendere è quella di informare e di incentivare l’acquisto dei prodotti locali favorendo così uno sviluppo delle produzioni tipiche e non come barattieri e pomodori regina che sono un po’ il fiore all’occhiello dei nostri prodotti.

La triplice valenza, economica con l’arricchimento delle economie locali e vantaggi per l’occupazione, culturale con la conservazione delle pratiche agricole facenti parte del nostro patrimonio locale che rischiano la scomparsa ed ambientale con la coltivazione delle aree rurali che riduce l’inquinamento evitando il trasporto delle merci, porterebbe ad un generale risanamento del territorio da coniugare con interventi di promozione atti a fondere agricoltura, ambiente e cultura.

Un’altra iniziativa da realizzare è sicuramente uno sportello informativo su tutte le leggi riguardanti il settore agricolo ed in particolare i programmi di finanziamento della Unione Europea.

Lo sportello informativo dovrebbe svolgere anche un’azione di sensibilizzazione all’utilizzo di pratiche rispettose dell’ambiente come la lotta integrata, le produzioni DOP e biologiche. Pratiche che dovrebbero ricevere finanziamenti anche dall’Amministrazione Comunale.

Inoltre per completare un già vasto quadro di tutela, il Comune di Fasano dovrebbe battersi per la realizzazione del Parco Agrario degli Ulivi (Monopoli, Ostuni, Fasano, Carovigno), per coinvolgere e sensibilizzare l’opinione pubblica dell’importante funzione ambientale che gli agricoltori ed in particolare gli olivicoltori svolgono nel campo ambientale coltivando gli olivi che possono essere considerati dei veri e propri monumenti naturali, conservandoli nel loro ambiente evitando la “consuetudine” dell’espianto a favore dell’”impianto” di giovani piante più facilmente gestibili.

Il Parco non avrà carattere restrittivo.

Infine dovrà essere stilato un protocollo d’intesa con gli assessorati alla cultura ed alla ecologia affinché le mense adottino una ristorazione che prediliga la stagionalità dei prodotti con conseguente acquisto di produzioni locali evitando surgelati o prodotti da serra.


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