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La politica parla, promette, propaganda, la politica
imbratta e dipinge scenari rassicuranti sul nostro futuro, sul nostro
benessere e sulla nostra felicità, delimita qualità
e confini delle nostre vite
che continuano a muoversi tra
sogni, desideri e bisogni iperstimolati, tra attese e speranze disattese
o mediocremente compiute, tra inconsapevolezza e indifferenza, tra
rassegnazione e necessità, tra tentativi e affannata ricerca
Cè chi dice che queste sono le spinte,
i caratteri della nostra storia e bisogna coglierli e assecondarli,
perché i percorsi delle cose sono incontrovertibili e, al
contrario, ununica nuova idea può segnare il trionfo
di un modo di vedere le cose, perché è assurdo e improduttivo
negare, autolesionista combattere e opporsi.
Cerchi di convincertene, ma inevitabilmente succede,
partecipando a dibattiti, ascoltando opinioni, leggendo giornali,
di sentirti spesso ai margini, fuori dal coro delle ovvietà
dominanti, perché nulla, nulla riesce a persuaderti della
necessità di un unico modo di vedere le cose, segnato dalla
trinità valoriale Competizione-Innovazione-Consumo.
Il mondo è così, ma potrebbe essere
altrimenti
e non si tratta di un pensiero dellutopia,
ma semplicemente di un pensiero che scopre i retroscena della mitologia
dominante, che disvela trucchi e rimozioni, che guarda laddove nessuno
ama guardare
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Ci accorgiamo tutti delle ingiustizie che segnano
la vita del pianeta e della gente, delle disuguaglianze che si aggravano,
della miseria culturale che dilaga, delle assurde falsità
travestite da normalità. Dobbiamo assumerle come necessarie?
Sappiamo tutti che i contenuti di uno sfrenato
sviluppo capitalistico sono in contrasto o semplicemente incompatibili
con la completa realizzazione dei diritti umani, della umanità
dei popoli e della umanità della persona, dei diritti di
tutti e di ognuno.
Ma lasciamo che sia, perchè globalizzazione,
manipolazione genetica, sollecitazioni pubblicitarie, scempio ambientale,
precarizzazione e sfruttamento del lavoro, guerre umanitarie e informazione
predeterminata sono argomenti che inquietano, che minacciano la
nostra tranquillità quotidiana, perché vivere felicemente
e con successo in una società significa credere nella sua
mitologia, frequentare e onorare i suoi luoghi comuni: individualismo,
competizione, immagine, mercificazione, profitto, utilità
Ma dovè letica, dove il simbolo,
lideale, dove lanima, la libertà di pensiero?
Anestetizzati e assopiti da condizionamenti impersonali,
di cui non ci accorgiamo perché subliminali ed abilmente
confezionati, assumiamo e pratichiamo comportamenti, linguaggi,
modalità educative omologanti e omologate, del tutto rassicuranti
E chi ha deciso per me, chi ha deciso per noi,
che le cose dovessero andare così? Credo, e ho bisogno
di crederci come donna, come madre, come insegnante, che sia ancora
possibile recuperare modelli antropologici perduti, cancellati:
sono in noi, nella nostra memoria, nelle nostre radici, nella
semplicità dei nostri bisogni, nella profondità della
nostra richiesta di significato, nella fiducia che le cose possano
andare diversamente
Cè bisogno di passione, di autenticità,
di serietà, cè bisogno di lotta e resistenza,
cè bisogno di Rifondazione Comunista.
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