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Elezioni 2002 - Comizi elettorali

 

"La politica parla".

Comizio elettorale di Mariella Cupertino.


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La politica parla, promette, propaganda, la politica imbratta e dipinge scenari rassicuranti sul nostro futuro, sul nostro benessere e sulla nostra felicità, delimita qualità e confini delle nostre vite… che continuano a muoversi tra sogni, desideri e bisogni iperstimolati, tra attese e speranze disattese o mediocremente compiute, tra inconsapevolezza e indifferenza, tra rassegnazione e necessità, tra tentativi e affannata ricerca…

C’è chi dice che queste sono le spinte, i caratteri della nostra storia e bisogna coglierli e assecondarli, perché i percorsi delle cose sono incontrovertibili e, al contrario, un’unica nuova idea può segnare il trionfo di un modo di vedere le cose, perché è assurdo e improduttivo negare, autolesionista combattere e opporsi.

Cerchi di convincertene, ma inevitabilmente succede, partecipando a dibattiti, ascoltando opinioni, leggendo giornali, di sentirti spesso ai margini, fuori dal coro delle ovvietà dominanti, perché nulla, nulla riesce a persuaderti della necessità di un unico modo di vedere le cose, segnato dalla trinità valoriale Competizione-Innovazione-Consumo.

Il mondo è così, ma potrebbe essere altrimenti… e non si tratta di un pensiero dell’utopia, ma semplicemente di un pensiero che scopre i retroscena della mitologia dominante, che disvela trucchi e rimozioni, che guarda laddove nessuno ama guardare…

Ci accorgiamo tutti delle ingiustizie che segnano la vita del pianeta e della gente, delle disuguaglianze che si aggravano, della miseria culturale che dilaga, delle assurde falsità travestite da normalità. Dobbiamo assumerle come necessarie?

Sappiamo tutti che i contenuti di uno sfrenato sviluppo capitalistico sono in contrasto o semplicemente incompatibili con la completa realizzazione dei diritti umani, della umanità dei popoli e della umanità della persona, dei diritti di tutti e di ognuno.

Ma lasciamo che sia, perchè globalizzazione, manipolazione genetica, sollecitazioni pubblicitarie, scempio ambientale, precarizzazione e sfruttamento del lavoro, guerre umanitarie e informazione predeterminata sono argomenti che inquietano, che minacciano la nostra tranquillità quotidiana, perché vivere felicemente e con successo in una società significa credere nella sua mitologia, frequentare e onorare i suoi luoghi comuni: individualismo, competizione, immagine, mercificazione, profitto, utilità …

Ma dov’è l’etica, dove il simbolo, l’ideale, dove l’anima, la libertà di pensiero?

Anestetizzati e assopiti da condizionamenti impersonali, di cui non ci accorgiamo perché subliminali ed abilmente confezionati, assumiamo e pratichiamo comportamenti, linguaggi, modalità educative omologanti e omologate, del tutto rassicuranti…

E chi ha deciso per me, chi ha deciso per noi, che le cose dovessero andare così? Credo, e ho bisogno di crederci come donna, come madre, come insegnante, che sia ancora possibile recuperare modelli antropologici perduti, cancellati: sono in noi, nella nostra memoria, nelle nostre radici, nella semplicità dei nostri bisogni, nella profondità della nostra richiesta di significato, nella fiducia che le cose possano andare diversamente…

C’è bisogno di passione, di autenticità, di serietà, c’è bisogno di lotta e resistenza, c’è bisogno di Rifondazione Comunista.

  Mariella Cupertino